Di Gaia Ravazzi
Moda da brividi

Se state pensando: “perché una sfilata invernale prevede capi che metterei a luglio? E perché una primaverile mi illude di poter girare solo con una leggerissima camicetta pastello?”, questo è l’articolo per voi

Il più grande interrogativo modaiolo da sempre oggetto di perplessità mondiali è il seguente: perché la moda non contempla il freddo?

Non è un scherzo, pensateci. Quante volte avete visto un outfit carinissimo che riproposto su di voi aveva bisogno di 5-6 strati aggiuntivi?

Un esempio semplicissimo: il crop top. Il crop top è sempre un must have, specialmente se abbinato con un pantalone a vita alta o ad una pencil skirt. Ecco, d’inverno lo vediamo su manichini che indossano pantaloncini di renna (capirai, come se tenessero caldo) e un leggerissimo cardigan. Ecco, immaginate questo ensemble più un numero considerevole di strati finché non sembrerete Baymax di Big Hero 6 e quello è il vostro outfit reale.

Inutile illudersi, prendere freddo per il bene della moda è fattibile due, massimo tre volte l’anno. Per quelle giornate di influenza da fashion blogger non ci sono rimedi, per le altre vige un po’ di sana prevenzione.

La cosa più eclatante, e che proprio risulta imperdonabile, è che siano proprio coloro che dovrebbero essere i volti di una moda più vicina a noi, le fashion blogger, a proporre modelli improponibili di temperature corporee, mettendo shorts senza calze a gennaio o persino vestendosi leggerissime postando foto della città innevata.

Se la coerenza, madre di tutte le dee, spinge a dire “ma siete sceme?”, la mancata fashion blogger dentro di noi è invidiosa all’idea che mentre lei starebbe sempre a letto (o al bagno) se facesse così, queste se ne vanno in giro trulle trulle con tanto di hashtag #neverstops, mentre noi siamo relegate alla passerella degli omini Michelin tre stagioni su quattro. 

Non resta che rassegnarsi all’idea che mentre le style guru comprano e indossano camicette color pastello e sandali a marzo, noi continueremo ad acquistare maglioni, sicuramente più leggeri, ma senza i quali resteremmo ibernate fino all’arrivo dell’estate.

L’acquisto dei capi di stagione deve prevedere capispalla come cappotti, giacche, scialli o trench perché sono alleati fidati nelle giornate più fredde e sarebbe un mondo perfetto se avessimo qualche consiglio in più sull’arte del layering.

Affinare le tecniche è semplice, basta tenere a mente qualche consiglio, come ad esempio stare attente alle proporzioni (non deve sembrare che abbiate rubato i vestiti a qualcuno e ve li siate messi uno sopra l’altro), abbinare colori e stampe diverse e non dimenticare di aggiungere il giusto quantitativo di accessori, né troppi né troppo pochi. Per non sembrare particolarmente gonfie, un buon metodo è far attenzione che i capi non siano tutti a maniche lunghe, non usare troppe stampe diverse insieme e magari segnare la vita con una cintura.

Seguendo il motto di ogni madre, ovvero il “vestirsi a cipolla”, e qualche consiglio extra, prepariamoci ad affrontare questa primavera di alti e bassi partendo dall’assunto che non bisogna mai fidarsi del termometro interno delle fashion blogger. E poi, pensateci, loro vengono pagate per questo, o sbaglio?

In their shoes
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