Pier Virgilio Dastoli
Pier Virgilio Dastoli
Le opportunità che rischiamo di perdere
Il Vecchio continente e le sue istituzioni viste da Pier Virgilio Dastoli, collaboratore di Altiero Spinelli, autore del Manifesto di Ventotene
Eleonora Leonardi, 17 anni | 2 May 2019

Cosa significa Europa?

L’Europa è il mio impegno di una vita nonché l’unica dimensione che possa garantire ai cittadini le opportunità che gli Stati nazionali non sono più in grado di dare.

 

Com’era vissuta la realtà europea quando lei andava al liceo?

Ho terminato il liceo nel ’67 e all’epoca ci si occupava più del Vietnam e della possibile crisi nucleare, non era ancora radicata una forte coscienza europeista.

 

Che consiglio darebbe agli insegnanti che vogliano trasmettere il valore dell’Europa unita?

Oggi i ragazzi vivono in una dimensione transnazionale, ma c’è il rischio di regredire. Se vogliono tenersi stretta questa condizione, devono battersi per difenderla.

 

Quali sono le prospettive dell’Europa contemporanea?

L’Europa deve cambiare rotta: non possiamo restare fermi come una barca in mezzo al mare. Qualcuno vorrebbe smantellare la barca, altri vorrebbero tornare indietro, ma non è possibile. Bisogna guardare al futuro perché gli Stati nazionali, per le loro limitate dimensioni, non sono più in grado di competere a livello globale. 

 

In cosa l’Europa ha fallito?

Hanno fallito i governi che hanno ripreso in mano il loro potere, passando dal metodo comunitario a quello intergovernativo o confederale. E dove si è attuato questo secondo si è fallito clamorosamente: dall’immigrazione ai cambiamenti climatici, senza contare le disuguaglianze, la disoccupazione. È fallita l’Europa dei governi.

 

Perché un ragazzo dovrebbe credere nell’Unione Europea?

In un mondo come quello in cui viviamo, egemonizzato da Trump, Putin e Xi Jinping, se vogliamo mantenere i nostri standard di qualità della vita dobbiamo rimanere uniti.

 

Cosa si aspetta dalle prossime elezioni Europee?

I sovranisti continueranno a essere una minoranza. Vorrei che ci fosse una maggioranza che dica “noi” a nome dei cittadini europei, come faceva Spinelli, di cui sono stato assistente. Mi aspetto che il Parlamento europeo aspiri a costruire un’Europa federale, che si ponga l’obiettivo di essere un’assemblea costituente.

 

A tal proposito, il Movimento Federalista Europeo ha presentato un Decalogo in vista delle Europee…

Abbiamo indicato dieci priorità, dal ruolo costituente del Parlamento europeo alla cittadinanza federale. Si parte con la democrazia rappresentativa e si finisce con la democrazia partecipativa. In mezzo ci sono le altre otto priorità, tra cui accoglienza, Agenda ONU 2030, sviluppo sostenibile, coesione. Il 2 luglio metteremo queste priorità sul tavolo dei parlamentari europei, stiamo lavorando affinché esse siano sostenute da almeno un milione di cittadini. 

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