Victoria Tauli-Corpuz, Relatrice Speciale dell’ONU per i Diritti dei Popoli Indigeni
Victoria Tauli-Corpuz, Relatrice Speciale dell’ONU per i Diritti dei Popoli Indigeni
I popoli indigeni? Spesso finiscono in galera senza un vero motivo
Il Quarto Forum ospitato all’IFAD è un momento di incontro e discussione. A colloquio con Victoria Tauli-Corpuz, Relatrice Speciale dell’Onu
Redazione | 18 February 2019

“Le popolazioni indigene sono criminalizzate e spesso chiuse a chiave in galera”. Con queste parole inizia la sua intervista con Zai.net la Relatrice Speciale dell’ONU per i Diritti dei Popoli Indigeni, Victoria Tauli-Corpuz a margine del Quarto Forum delle Popolazioni Indigene, organizzato al Fondo Internazionale per l’Agricoltura (IFAD).

 

Siamo a Roma, capitale dei diritti umani. Come si sta trovando?

Meravigliosamente. Mi piace la città, specie perché non è rigida o caotica come altre metropoli europee più a ovest (ride, ndr).

 

Quali sono le tematiche all’ordine del giorno?

I diritti delle popolazioni indigene e i loro rapporti con i rispettivi governi. Abbiamo aperto un tavolo sulle difficoltà e riflettuto sugli straordinari contributi che le popolazioni indigene stanno sviluppando per combattere il cambiamento climatico e sostenere il nostro pianeta. Le popolazioni indigene tentano di bloccare ogni giorno le politiche delle compagnie minerarie e la piaga dell’estrazione di petrolio.

 

Queste battaglie proseguono con successo?

Alcune sì. Altre resistono nonostante le grandi difficoltà presenti. 

 

Succede anche in Cordillera, la regione delle Filippine dov’è nata?

Purtroppo sì, la situazione non è buona. Il nostro governo è ossessionato dal combattere i terroristi o gli spacciatori e gli esponenti delle popolazioni indigene non sono trattati da meno. Ma c’è un dato positivo, si continua a combattere.

 

Definirebbe la sua battaglia una "missione"?

Una missione non mia, ma nostra. Dobbiamo continuare così, perché le comunità in cui viviamo vanno sostenute. Così come vanno protette rispettive culture e diritti. Facciamolo per noi stessi, ma soprattutto per il nostro pianeta.

 

Quante difficoltà incontra una donna, nel portare avanti una battaglia simile?

Tante. Le discriminazioni non mancano: sei una donna e poi un’indigena, quindi povera e poco influente nella società.

 

Ci sono uomini che l’aiutano?

Certo, ma sappiamo cavarcela anche da sole. Siamo noi a occuparci della famiglia, sappiamo come gestire alcune situazioni. Siamo più forti (ride, ndr).

 

Con quali obiettivi lascia questo forum?

Costruire partnership più forti tra le varie componenti delle popolazioni indigene di tutto il mondo, creando reciproca protezione. Questa deve essere la missione dell’IFAD, cambiando radicalmente la prospettiva del nostro futuro.

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