José Altafini
José Altafini
José Altafini: ottant'anni di infinito
Roberto Bertoni | 24 luglio 2018

Non ci credo neanche se me lo dimostrano carta d'identità alla mano che José Altafini oggi abbia compiuto ottant'anni. Non ci credo perché per me era e resterà sempre il fuoriclasse che, in maglia bianconera, ha regalato a milioni di tifosi la gioia di due scudetti: il quindicesimo, mentre il Milan affondava nella fatal Verona, e il sedicesimo, contribuendo alla sconfitta per 2 a 1 del Napoli al Comunale

Altafini, ex rossonero ed ex azzurro, due volte core 'ngrato (come venne soprannominato dai tifosi napoletani dopo quella partita), più che mai nel cuore di noi juventini che, grazie a lui, abbiamo toccato il cielo con un dito e sorriso, esultato, festeggiato e assaporato la felicità di trionfi "ch'era (quasi) follia sperar". 

Altafini, brasiliano di nascita e italiano d'adozione, dotato di una grinta senza eguali, di un temperamento spaventoso, dell'abilità sotto porta di una faina e della classe di un carioca doc, venne in Italia ad imparare la tattica e terminò la sua esperienza nel nostro campionato rendendosi conto di essere un fenomeno. Poi, con l'umiltà guascona che gli è propria, ovviamente non ne ha approfittato, non si è dato arie, non si è lasciato andare ad alcun eccesso né ad alcuna forma di spavalderia, non essendo né Sivori né Maradona, ma guai a pensare che sul campo fosse inferiore perché non è così. Forse aveva un po' meno talento dei due illustri personaggi poc'anzi citati ma non era affatto meno decisivo; anzi, come dimostra la sua parabola juventina, quando tutto sembrava perduto, ecco che spuntavano la sua testa o i suoi piedi a mettere le cose a posto. 

José che compie ottant'anni, non è possibile! Non è possibile che il tempo sia volato così in fretta, che tutto sia già domani, che il nostro passato sia stato inghiottito da un vortice di emozioni e di ricordi in grado di rovesciare le stagioni e renderle tanto volatili. 

Non ci credo, José, non voglio crederci, eppure è così, e allora auguri e grazie per il campione e per l'uomo che sei sempre stato. Ottant'anni d'infinito e molti giorni ancora. 

P.S. Compie oggi trentacinque anni Daniele De Rossi, capitano e bandiera della Roma: a lui, i nostri migliori auguri. 

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