L’Agenzia Dire compie 30 anni: giovani e donne al centro del progetto
Per celebrare i suoi trent’anni di attività, l'agenzia ha organizzato l’evento #Dire30 nella sua sede di Corso d'Italia...
R.C. | 7 novembre 2018

L’agenzia Dire compie trent’anni. Nata nel 1988, la redazione ha sviluppato un’esperienza a tutto campo tale da imporsi come un punto di riferimento per tv, radio, quotidiani e social network. La Dire pubblica oltre 1.500 notizie al giorno, sette giorni su sette, con notiziari tematici multimediali, specializzandosi in politiche parlamentari e di governo, politiche regionali e locali, oltre che su esteri, welfare, sanità, ambiente e giovani. Per festeggiare il grande traguardo, l'editore Federico Bianchi di Castelbianco ha organizzato una festa nella sede dell'azienda, a Corso d'Italia.

Nel suo discorso ai cento e più presenti c'è subito un dato non scontato nel paese di oggi, l'età media dei suoi dipendenti: Abbiamo la redazione più giovane d’Italia, fatta prevalentemente da trentenni. Oggi siamo una presenza nazionale, letta da più di 10 milioni di ragazzi. Per noi l’attenzione ai deboli, ai bambini, alle fasce sociali più povere è una priorità”. Un giornale radiouna free press sfogliabile nell’app e un notiziario sulle donne. Questi sono i nuovi prodotti che l’agenzia Dire, insieme alla Mandragola Editrice, è pronta a lanciare nel panorama dell’editoria italiana.

“Io sono molto grato all’agenzia Dire perché ha raccontato una parte di questo paese che altri non hanno raccontato, con una passione e una qualità molto importanti”. Così Vincenzo Spadafora, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle pari opportunità e ai giovani, in occasione del trentennale dell’agenzia Dire.

“Grazie per quello fate perché un’agenzia come la Dire è un baluardo per la libertà di stampa, una cosa molto, molto seria”. Parola del ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, cui fa seguito l'intervento del vicesindaco Luca Bergamo“Nel corso di questi due anni di tragitto ho scoperto che esistono dei giornalisti con cui si può parlare, discutere e litigare, che fanno il loro lavoro con onestà intellettuale. Questi sono i giornalisti della Dire”.

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