“Perché Genova amava quel ponte”
Su Zai.net Settembre, il ricordo degli studenti dopo il crollo
Serena Mosso | 24 settembre 2018

Dolore e ricostruzione. Una città colpita al cuore, in attesa di ripartire con un battito nuovo.

Uniti nella difficoltà, uniti nel ricordo di ciò che è stato. Funerali di Stato. Genova si rialzerà e sorriderà ancora. Oggi è tempo di ricordare.

Sul numero di Zai.net di questo mese parlano gli studenti di Genova, oggi più che mai dalle nostre pagine, di quello che il ponte Morandi ha significato per loro e per la città. Memorie di vita vissuta, passaggi su un ponte guardato ogni giorno – forse – con distrazione. Senza farci troppo caso, perché è solo un collegamento tra un punto e un altro nella retta della tua giornata. Ma tra due punti passa una e una sola retta e la differenza si sente, se si spezza. 43 rette spezzate.  

Con quei duecento metri di strada è venuta giù l’umanità intera”, scrive il nostro Fabio Canessa. La sua lettera di addio, il suo saluto, ripercorre tutta la skyline visibile dal ponte. Il mare, il grattacielo dell’Ansaldo, le torri rosse della Fiumara, la Valpolcevera. Due metà di una città che il ponte Morandi teneva insieme. E che insieme teneva anche l’Italia col resto dell’occidente d’Europa.

Insieme a Fabio, anche il pensiero di altri studenti, che a partire da questo numero si esprimeranno su Zai.net nel corso dei prossimi mesi usando la voce e la penna. Tutti i contributi confluiranno in “Genova, un ponte per il futuro”, progetto promosso dal MIUR in collaborazione con IdO e Diregiovani. I contributi prodotti dai ragazzi saranno selezionati e pubblicati dalla MAGI Edizioni, poi distribuito nelle scuole di Genova.

 

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