Non abbiate paura di dire “Mi merito un amore!”
Al via il primo concorso d’arte sul tema dei diritti sessuali delle persone con disabilità
Redazione | 2 May 2019

«Una donna per essere sicura di sé deve potersi sentire comoda e bella nei suoi abiti e nella sua vita quotidiana, a prescindere dall’uso di una sedia a rotelle». Sono le parole di Samanta Bullock, classe 1978, modella anglo-brasiliana disabile dall’età di 14 anni per colpa di un terribile incidente familiare. Samanta ha lanciato una linea di abbigliamento adatto alle esigenze delle donne che hanno gli stessi suoi problemi. 

«Se ci sono delle modelle disabili in passerella - aveva preannunciato un anno fa - è importante che gli stilisti pensino alla vita di chi ha difficoltà motorie». Ogni capo è creato per essere “comodo, utile e seducente” per le donne costrette a stare sedute per lungo tempo durante il giorno. Le stesse che prima in quanto donne e poi in quanto donne disabili spesso sono ancora discriminate sul lavoro e in generale nella società.

Le cronache sono piene di storie di abusi e violenze, spesso domestiche, rispetto a donne con disturbi, psichici o fisici. Come quella di Francesca – il nome è di fantasia – finita sulle prime pagine dei giornali perché abusata per anni dal padre. Francesca, affetta da disturbi psichici, ha avuto la forza di urlare al mondo il suo dramma e come lei molte altre, ma per Francesca che denuncia ci sono Chiara, Serena, Marta e Alessandra che non lo fanno. I rari studi in materia parlano infatti di un misero 10% di vittime che “parla”, ricattate dallo stato di bisogno e di assistenza. 

Da oggetto ad oggetto rotto, la donna con disabilità è esposta al doppio del rischio di stupri delle altre donne, con una percentuale di aggressione sessuale in Europa dell’80%. Aggressori che in Italia nell’80% dei casi sono persone ben conosciute da Chiara, Serena, Marta e Alessandra: in prima fila spesso purtroppo i loro stessi familiari.

Da qui, e non solo, nasce “Mi merito un Amore!”, il dipartimento dell’associazione Abili Oltre che si occupa delle attività di sensibilizzazione sul tema dei diritti sessuali ed alla riproduzione delle persone con disabilità. Il filo rosso che unisce troppo spesso i tanti approcci al mondo della disabilità è infatti la scarsa considerazione del profilo sessuale della persona, quasi che per la nostra società la disabilità sia una condizione terza rispetto al sesso: né uomo né donna, ma solo disabile. 

“Mi merito un Amore!” è una denuncia, un’occasione per dare coraggio alla voglia di amare e di essere amati e un premio.

E sì, perché il 14 maggio 2019 al WEGIL di Roma sarà lanciato il premio “Mi merito un Amore!”: un concorso d’arte rivolto alle studentesse ed agli studenti delle scuole medie superiori italiane. Un momento di riflessione sui temi della violenza e del bullismo sessuale e sulle ragioni dell’Amore vero. Poesie, racconti brevi, pittura, fotografia e grafica originali che, attraverso una selezione a cura della SAI, Società Autori Italiani, affiancata da una Expert Committee di Abili Oltre, riempiranno il puzzle della Mostra Itinerante “Mi merito un Amore! in Piazza” e del Catalogo del Premio.

Le opere vincitrici saranno esposte nelle città metropolitane italiane e dibattiti sul tema coinvolgeranno Associazioni, Imprese, Enti del Terzo Settore, Istituzioni, Parti Sociali, Stampa. 

Più informazioni su www.abilioltre.webnode.it

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