A Scuola di Made in Italy
Gli studenti si cimentano nella creazione di una campagna sociale sull'importanza dell'agroalimentare italiano
Serena Cecconi | 1 febbraio 2018

L’IIS Leonardo da Vinci di Maccarese (Fiumicino – RM), in collaborazione con l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema alimentare di Coldiretti e con Mandragola Editrice, hanno vinto insieme a una rete di scuole dislocate nel Lazio il Bando per la Scuola promosso dal Miur nell’anno scolastico 2016-2017.

Il progetto, di cui la scuola di Maccarese è capofila, è stato proposto con altri quattro Istituti superiori della Regione Lazio facenti parte della Rete Nazionale Istituti Agrari (Re.N.is.A) proprio per offrire questa esperienza al maggior numero di studenti. Abbiamo strutturato un vero e proprio percorso di approfondimento per trasmettere quanto sia importante difendere e riconoscere il Made in Italy, chiaramente con un focus su quello che è il patrimonio agroalimentare del nostro Paese.

Due i moduli proposti: il primo basato sull’ascolto. Gli studenti sono stati spettatori di una performance teatrale che ha illustrato in modo davvero efficace quanto siamo nel quotidiano circondati da oggetti e prodotti contraffatti, seguito dal prezioso intervento del Procuratore Gian Carlo Caselli, in veste di Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”. Il secondo modulo: la creatività. Obiettivo: realizzare uno strumento di comunicazione per la campagna di comunicazione sociale. È stata una vera e propria sfida perché in pochissimi incontri bisognava introdurre gli studenti nell’area produttiva di un’agenzia di comunicazione! Dovevano pensare stile, linguaggio, modalità, per sensibilizzare il cittadino su temi quali il caporalato e lo sfruttamento sul lavoro, l’Italian Sounding, la Sicurezza alimentare ed eccellenza dei prodotti agroalimentari italiani.

Ed eccoci in aula, con ragazzi che mai prima di allora si erano avvicinati alla comunicazione istituzionale e tantomeno a quella sociale. Primo step, organizzare un’istantanea agenzia di comunicazione, partendo dalla suddivisione in sottogruppi della classe e individuando tra di loro quelli che sarebbero stati i creativi alla ricerca di immagini, i copywriter e quelli che avrebbero svolto un lavoro più simile al giornalismo investigativo, ricercando notizie e fonti a sostegno della campagna.

Il risultato? Per me eccellente! Dopo un’introduzione su quello che distingue una campagna sociale da quella commerciale, qualche esempio e subito sono diventati la nostra agenzia proponendoci diverse idee. Iniziamo a proporvene una. Nella gallery, vi presentiamo il progetto dedicato alla promozione del Made in Italy.

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