Di Redazione
Un’integrazione da favola

Babylon Sisters è un bel film: una storia contemporanea che a passo di danza celebra la forza e la bellezza della multiculturalità

In questo tempo di migrazioni drammatiche c’è chi sceglie di raccontare una storia diversa, che parla di nuove cittadinanze e di persone che si uniscono per difendere i propri diritti e riscoprono la solidarietà e l’amicizia, proprio nella condivisione della sorte, con l’ironia e la gioia del vivere. Babylon Sisters di Gigi Raccati è la storia di Kamla che si è da poco trasferita con i genitori, Ashok e Shanti, in un palazzo degradato alla periferia di Trieste abitato da altre famiglie di immigrati e da un vecchio professore burbero. Quando arriva la lettera di sfratto, determinati a non lasciare le proprie abitazioni, gli uomini reagiscono con rabbia alle minacce del padrone di casa, mentre le donne si uniscono per salvare il destino delle proprie famiglie. Shanti svela il proprio dono di saper ballare come una star di Bollywood e, con l’aiuto di una mediatrice cultuale e le amiche del condominio, nasce il progetto di una scuola di danza. Questa sarà l’occasione per il riscatto personale, familiare e collettivo, mentre la piccola Kamla riuscirà a sciogliere il cuore del professor Leone. 

La storia, liberamente ispirata al romanzo di Laila Wadia Amiche per la pelle, è raccontata attraverso gli occhi della piccola Kamla, pre-adolescente della “prima generazione” di migranti nati in territorio italiano, la cui famiglia di origine indiana si trasferisce, per opportunità professionali del marito/padre, da Milano alla periferia di Trieste. Ambientato in una città di confine e frontiera, luogo dove da sempre culture e tradizioni si incontrano e si mescolano, il film affronta, tra gli altri, i temi dell’accoglienza e della solidarietà in modo vivace e leggero, con momenti da commedia e da favola.

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