Di Elisabetta Di Terlizzi
La poetessa del web

Si chiama Rupi Kaur, classe 1992, ed è una giovane poetessa canadese di origini indiane il cui successo è legato al web e alla caparbietà che l’ha spinta a svelarsi al pubblico attraverso parole e fotografie

Uno sguardo profondo e un sorriso appena accennato le bastano per esprimere la sua dignità di donna. Spronata dal desiderio di raccontare il mondo femminile in tutta la sua essenza, qualche anno fa Rupi Kaur decise di pubblicare una foto, tratta da un progetto realizzato per l’università, che la ritraeva sdraiata sul letto con i pantaloni sporchi di sangue mestruale. Nonostante la censura di Instagram e le numerose discussioni sulla natura di questo e tanti altri scatti postati, la Kaur non si è indignata né, tantomeno, risentita per gli attacchi nei suoi confronti. Anzi, tutto ciò l’ha convinta a continuare nella sua attività di scrittrice, portandola non solo a scrivere altri componimenti, ma, addirittura a pubblicare nel 2014 la raccolta Milk and Honey. La scelta di questo titolo, che amalgama due ingredienti dal gusto particolarmente dolce, non è casuale, ma è ripresa dalla tradizione punjabi. Dunque, in questo sistema di credenze a lei culturalmente vicino, il latte e il miele sono considerati elementi essenziali, affinché il corpo abbia tutte le energie necessarie e goda di un costante benessere fisico. Pertanto la poetessa, giocando sul nome un po’ allegorico del libro, propone dei contenuti forti, analizzati nelle quattro sezioni di cui esso consta: the hurting (il ferire), the loving (l’amare), the breaking (lo spezzare), the healing (il guarire). Il filo conduttore che lega tutte le liriche è quello della sua difficile storia, fatta di un passato di violenza, conflitti con i genitori, disuguaglianze di genere e di cultura, e di un presente più sereno, dove prevale l’amore, l’accettazione della propria immagine e della personalità, ma soprattutto l’arte. In effetti, è stato grazie al continuo rifugiarsi nelle passioni, nello studio e nell’applicazione delle proprie conoscenze, che è riuscita a indagare se stessa e, di riflesso, l’universo femminile, in tutte le sue screziature. Un’analisi, questa, che parte dall’esperienza personale e che accomuna milioni di persone che si riflettono nei suoi pensieri. Attraverso quest’opera, Rupi Kaur delinea una profonda morale e, in un certo senso, emerge quell’idea nietzschiana per cui “ciò che non abbatte, fortifica”. Una lezione di vita, insomma, che nasce da esperienze difficili che l’hanno portata a denunciare. 

Servendosi, infatti, di strumenti comunicativi tanto potenti ed efficaci, quali i social network, è riuscita a dare maggiormente voce ai suoi pensieri. Solo in questo modo un messaggio così potente ha potuto raggiungere tante donne (e non solo) e germogliare, smuovendo le coscienze.

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