Il grido dell’oceano
Dopo che l’oceano si è preso cura degli uomini per millenni è tempo di ricambiare il favore…
Francesco Donini | 14 November 2020

Benvenuti nel decennio del mare! Il periodo di sensibilizzazione per la tutela degli oceani ha preso il via al teatro No’hma di Milano con l’evento Verso la generazione oceano, che ha l’obiettivo di creare un movimento globale che dia voce all’oceano. La presentatrice della onlus Worldrise Mariasole Bianco e Francesca Santoro ricercatrice UNESCO sono due donne in prima linea per la salvaguardia del pianeta, organizzatrici del Decennio del Mare Verso la Generazione Oceano. E con loro diamo voce al grido dell’oceano:

 

Qual è al momento lo stato di salute degli oceani?

L’abbiamo sempre considerato infinito, anche nella sua capacità di soddisfare i nostri bisogni, e immune dall’azione umana. Ma non è così. Il mare sta cambiando con una velocità che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. Sta cambiando nella sua composizione chimico-fisica, perché a causa dei cambiamenti climatici sta diventando sempre più caldo, acido e povero di ossigeno; sta cambiando perché aumenta l’inquinamento e diminuisce la sua biodiversità, mettendo in pericolo l’esistenza di ogni forma di vita che ne dipende, compreso l’uomo. Stiamo giocando la linfa vitale del pianeta, il nostro futuro e quello di chi verrà dopo di noi.

Ci sono provvedimenti che chi ha il potere può attuare sin da adesso per salvare gli oceani?

Certamente: si possono attuare una serie di politiche che tutelino l’oceano. Prima fra tutte implementare l’accordo di Parigi sul clima. Nel 2015 sono state prese delle decisioni per affrontare la crisi climatica, ovvero cercare di limitare l’aumento della temperatura ad 1.5°C ma la vera questione ora è abbattere le emissioni di CO2. Limitare gli effetti dei cambiamenti climatici avrà un impatto diretto sull’oceano, limitandone il riscaldamento, l’aumento del livello e l’acidificazione. Purtroppo la Conferenza delle Parti della Convezione Quadro sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC COP26) è stata rimandata a causa del COVID-19 ma sarà fondamentale fare in modo che l’anno prossimo a Glasgow si prendano delle decisioni coraggiose. L’Italia ospiterà la Pre-COP26 e soprattutto una COP dei giovani, fortemente voluta dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Cosa possiamo fare noi tutti nel concreto?

Come cittadini possiamo scegliere di essere consumatori responsabili decidendo cosa comprare e da chi, facendo attenzione alla stagionalità e evitando lo spreco. Possiamo decidere di spostarci con metodi che hanno un basso impatto ambientale come la bicicletta o i mezzi pubblici. Possiamo scegliere di non utilizzare plastica monouso, adottare alternative sostenibili e supportare le tante realtà che si stanno dando da fare per salvare l’oceano!

Com’è nato Decennio del Mare verso la Generazione Oceano? Quanto lavoro c’è dietro un evento del genere?

L’evento di presentazione del Decennio delle Nazioni Unite delle Scienze del Mare per lo Sviluppo Sostenibile nasce dal mio aver preso parte ad un evento simile in Brasile. È stato un lavoro lungo un anno che ha compreso diversi aspetti, dal costruire un evento che bilanciasse informazione e coinvolgimento del pubblico a individuare partners e supporto da parte dei mezzi di comunicazione.

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