Lee Miller, da modella a fotografa per raccontare gli orrori della storia
La vita della fotografa che riuscì a scardinare pregiudizi ed etichette
Giorgia Proclamato | 16 February 2021

Sport, motori, politica, scienza: sono solo alcuni degli ambiti tutt'oggi considerati prettamente maschili, in cui le donne ammesse a parlare sono pochissime e spesso selezionate in base all'aspetto fisico. Ma è grazie alle pioniere che, negli anni, le donne sono riuscite a imporsi anche negli ambienti considerati incompatibili con loro, riuscendo a farsi valere al punto da far breccia nei secolari pregiudizi. Tra questi ambiti c'è anche la fotografia e Lee Miller è una delle pioniere in questione, idolo ed esempio per tutte le donne che non si arrendono alla ghettizzazione di tematiche e ambiti lavorativi. 

La sua vita

Classe 1907, coraggiosa, avventurosa, pronta a cogliere momenti importanti e riflessiva; di una bellezza angelica in forte contrasto con il carattere battagliero, Lee Miller ha ereditato la passione per la fotografia dal padre, per il quale posava e dal quale ha acquisito i fondamenti del mestiere. La sua vita però è sempre stata in salita, sin dall'infanzia, quando subì una violenza fisica da parte di un amico di famiglia e poco dopo dovette fare i conti con la prematura morte della madre, che le causò problemi psicologici ma anche fisici. Anche la sua adolescenza è stata segnata da sofferenze e  solitudine, fino agli anni parigini, quando si trasferì nella capitale francese per studiare teatro e poi successivamente raggiunse New York. Ma il fato volle ricompensarla di tanta sofferenza e propio a Manhattan incontrò fortuitamente l'editore di un importante rivista di moda che, salvandola da un incidente stradale, fece la sua conoscenze. Proprio così, iniziò la sua grande carriera da modella, voluta dai fotografi più in voga del momento.

La sua carriera

Nel 1928 un suo ritratto a figura intera, scattato da Steichen è stato utilizzato per una pubblicità di assorbenti femminili. Immaginate lo scandalo che ne discese! Era la prima volta che veniva pubblicizzato un prodotto intimo. Naturalmente, la carriera da modella di Lee si sgretolò seduta stante ma, ancora una volta, doveva esserci dietro un disegno del destino: da quel momento la Miller decise di passare dalla parte opposta dell'obiettivo fotografico. Tornata a Parigi conobbe Man Ray, fotografo e artista del surrealismo, con cui ebbe una storia d’amore, che finì però dopo tre anni. A New York, decise di aprire uno studio tutto suo; lì, conobbe un ricco egiziano, con cui poi si sposò; si annoierà ben presto della vita da borghese e avrà un altro amore. Con lui si stabilì a Londra ma la sua vita viene stravolta dalla Seconda Guerra mondiale; così  il suo uomo venne chiamato alle armi e lei tornò a New York, dove diventò fotoreporter di guerra, un incarico che a quei tempi non era assolutamente assegnato ad una donna!

Il racconto dei campi di concentramento

Lee è stata una donna coraggiosa, altruista e determinata, che no si è mai fatta fermare dagli ostacoli esterni. Nel corso della sua vita fotografò anche l’orrore dei campi di concentramento di Dachau e Buchenwald ed entrò anche nelle prigioni della Gestapo per fotografarne i sopravvissuti. Da "oggetto di fotografi" divenne fondamentale documentatrice della storia e contribuì in modo indelebile al racconto degli orrori umani. Trascorse gli ultimi anni tra insonnia, depressione e dipendenza dall’alcol. Tradita dal marito e accusata di essere una spia sovietica, non uscì più dalla depressione e fu infelice per il resto della sua vita.

 

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