Attualità
Mobilitazione 17/18 Ottobre 2026. Chi sono i protagonisti e perché si sta protestando?
Camilla Fioretto | 20 ottobre 2026
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E’ stato un fine settimana ricco di tensioni quello del 17 e 18 Ottobre che ha visto migliaia di giovani scendere in piazza in diverse città italiane, da Milano a Roma, per una mobilitazione apolitica e apartitica. Come spesso capita, a fare notizia sono stati soprattutto gli episodi di violenza e vandalismo, che hanno accompagnato le manifestazioni in alcune città come Milano, Torino e Bologna, componendo una narrazione che, volutamente o meno, rischia di oscurare le ragioni che hanno portato migliaia di persone (la maggior parte giovani e giovanissimi) a protestare.

Il caro vita, l'aumento dei costi energetici, i salari insufficienti e la pressione fiscale sono tra le principali rivendicazioni dei cortei. Ma a queste si affiancano richieste che riguardano il futuro dei servizi pubblici, dalla scuola alla sanità, e la possibilità di accedere a un'abitazione e che danno voce a un sentimento più profondo di malcontento generazionale, che colpisce soprattutto i giovani.

E’ notevole, infatti, il ruolo delle nuove generazioni e dei social network, capaci di diffondere appelli e raccogliere adesioni in tempi rapidi. E’ soprattutto tramite TikTok che si è creata una mobilitazione che non passa attraverso le organizzazioni tradizionali, intercettando quella fascia di popolazione abituata a informarsi e aggregarsi online, che non sempre trova nei canali istituzionali uno spazio altrettanto immediato di ascolto.

Il tempismo con cui è avvenuta questa mobilitazione non è da ignorare: un clima crescente di tensione aleggia in Europa ormai da settimane, dalle proteste studentesche che da Settembre si svolgono in Francia, alla crisi abitativa che, in Spagna e Portogallo, ha portato in strada migliaia di giovani che vedono nell'affitto e nell'acquisto di una casa ostacoli sempre più difficili da superare. Anche dall’Albania i moti di protesta nascono dal malcontento riguardo l’istruzione, ma si sono estesi poi per dare voce alla percezione di una corruzione diffusa all’interno del governo di Edi Rama (in carica dal 2013).

Pur rilevando differenze fra i contesti citati, si può riconoscere una stessa tensione, radicata nella distanza crescente che vige tra le aspettative di autonomia e le possibilità concrete di realizzarla, che è forse proprio la base di quel sentimento più profondo che porta alla mobilitazione di così tante persone in tutto il mondo.

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