Festività giapponesi, dai ciliegi in fiore al culto delle anime
In Giappone, almeno una volta al mese, ci sono 3 giorni di festa, tutte ricche di fascino
Sara Manzella | 22 April 2021

Se un giorno decideste di visitare il Giappone, con ogni probabilità ci sarà una festività in corso. In Giappone le festività sono davvero molte e tutte legate a tradizioni locali, per cui è impossibile elencarle tutte in un articolo. Per cui oggi andremo alla scoperta delle feste più importanti e suggestive del Paese del Sol Levante! Almeno una volta al mese c'è la 三連休 (Sanrenkyū) (che significa letteralmente "tre giorni di vacanza di fila"), la quale inizia solitamente di sabato e finisce di lunedì. I mesi estivi sono particolarmente affollati per quanto riguarda le festività. I festival estivi vengono chiamati 祭り(Matsuri) e possono variare in base alla località.

Shogatsu

Il capodanno si festeggia, come da noi, tra la notte del 31 Dicembre e per tutto il primo di gennaio. In questo giorno la cerimonia più importante è l'hatsumode, ossia il recarsi in un luogo sacro, poiché secondo la tradizione buddista la nostra anima afflitta dai peccati deve essere purificata per iniziare a dovere l'anno nuovo. Poi si procede col rito dell'hatsuhinode: i giapponesi si riuniscono con amici e parenti per ammirare la prima aurora dell'anno.

Seijin no hi

Si festeggia il secondo lunedì di febbraio. In questa data si celebra il passaggio dall'età adolescenziale a quella adulta (in Giappone la maggior età si raggiunge a 20 anni). Le ragazze indossano un kimono particolare, chiamato Haregi, i ragazzi invece indossano l'Hakana. Dopo i festeggiamenti, è usanza recarsi al tempio per ringraziare gli dei.

Kenkoku kinen no hi

Si festeggia l'11 di febbraio e commemora la fondazione della nazioni nel 660 a.C. In questo giorno si organizzano parate, fuochi d'artificio e tutti sfoggiano la bandiera nazionale. Il Primo Ministro tiene un discorso insieme agli alti ufficiali e molte scuole e uffici pubblici restano chiusi.

San Valentino

Si festeggia il 14 gebbraio, ma non esiste la consuetudine dell'appartamento romantico; tutto è incentrato al regalo dei cioccolatini. A regalarli però sono esclusivamente le ragazze e si posso distinguere i 3 tipi: la giri-choco, tradotto letteralmente significa "cioccolata dell'obbligo", è la più economica e viene regalata ai compagni di classe o ai colleghi di lavoro maschi; la tomo-choco, tradotto significa "cioccolata dell'amico", è un regalo più sincero, regalato agli amici più stretti, talvolta anche tra ragazze; e per finire la hommei-choco, ossia la "cioccolata del prediletto", viene regalata alla persona che si ama, quindi al proprio fidanzato o marito, o a qualcuno di cui si è innamorati e a cui ci si vuole dichiarare o comunque far capire i propri sentimenti. Questa cioccolata viene preferibilmente preparata in casa con le proprie mani e confezionata con cura, oppure comprata nei negozi scegliendo però qualche marca pregiata e costosa e avvolta in confezioni particolari.

White Day

Si festeggia esattamente un mese dopo San Valentino, il 14 marzo, ed è una ricorrenza collegata a San Valentino esistente (quasi) solamente in Giappone. Durante questa giornata, i ragazzi che hanno ricevuto della cioccolata in regalo da una ragazza un mese prima per San Valentino, dovrebbero in teoria ricambiare regalando loro della cioccolata bianca. Anche per i ragazzi vale la distinzione dei tre tipi di cioccolata fatta prima, ma i ragazzi regalano molta meno giri-choco rispetto alle ragazze, anzi molto spesso fanno un regalo solo alla ragazza che amano. Inoltre, insieme con la cioccolata, i ragazzi spesso aggiungono regali molto più costosi: sembra una cosa assurda, ma è importante che un ragazzo ricambi spendendo di più rispetto a quanto speso dalla ragazza un mese prima (almeno il triplo), poiché, se il dono dovesse essere di uguale valore, questo significherebbe che il ragazzo non ricambia i sentimenti della ragazza.

Hanami

Tradotto significa "guardare i fiori" e si festeggia tra la fine marzo e l'inizio  di aprile. I fiori protagonisti sono i Sakura, i fiori di ciliegio: nella cultura giapponese riveste dei significati molto importanti e centrali in diversi ambiti. Poiché il sakura è un fiore che sboccia in modo molto appariscente ma dura per pochi giorni, è diventato il simbolo della stagionalità, della caducità della bellezza e, per estensione, della vita. Le feste per l’Hanami sono dei party all’aperto che possono consistere in un semplice picnic o anche in una festa vera e propria, con balli, musiche e intrattenimento. Le feste per l’hanami più suggestive sono quelle notturne, dove i ciliegi sono adornati con le caratteristiche lanterne di carta.

Golden Week

Si apre il 29 aprile con una grande festa commemorativa in onore dell’Imperatore del periodo Showa (infatti il giorno viene anche chiamato Showa Day). Il 1° maggio, pur essendo la festa del lavoro e venga festeggiata con manifestazioni anche in Giappone, non è festa nazionale quindi non è festivo. Il 3 maggio è la festa della Costituzione, una grande manifestazione popolare. Il 4 maggio è la Festa del Verde, un tripudio di fiori, piazze allestite, parchi e giardini che vengono decorati a festa per onorare la Primavera e quindi il simbolo della rinascita. Il 5 maggio è la giornata dei bambini (kodomo no hi). Nelle case si mette in bella vista l’armatura da Samurai, simbolo nazionale della protezione ai bambini, in più si appendono carpe di cartapesta che simboleggiano la forza e la vitalità poiché esse risalgono i fiumi controcorrente. Ai bambini viene fatto il bagno con fiori di Iris e gli si offre per colazione un dolce tipico e particolare, il “Kashiwa Mochi”.

O-Bon

Si festeggia dal 13 al 16 agosto. Si tratta di una serie di celebrazioni del culto buddhista in onore dei defunti, le cui anime per quattro giorni all’anno ritornano nelle proprie dimore terrene per riunirsi ai propri cari. I giorni 13 e 14, in preparazione all’arrivo dei defunti, le case vengono pulite per bene e decorate con piante, frutta e incensi sacri. In seguito vengono accesi fuochi, fiaccole e candele lungo le strade e i sentieri. Queste luci si chiamano Mukaebi (迎え火、Fuochi di benvenuto) e costituiscono la guida per aiutare le anime dei defunti a trovare la strada di casa. Il giorno 15, il giorno dell’Obon vero e proprio, le famiglie si recano assieme al cimitero recitando sutra buddhisti per proteggere gli antenati di famiglia. Successivamente si riuniscono tutti a tavola offrendo cibo e bevande anche per i defunti, ad esempio riso o verdure tagliate contenuti in foglie di loto e appoggiate sugli altari domestici. Il giorno 16 è il giorno dei commiati: vengono accesi fuochi e lanterne, il cui nome è Okuribi (送り火、Fuochi di accompagnamento), per condurre le anime nell’aldilà. Inoltre, per facilitare il ritorno, gli Okuribi oltre che su strade e sentieri, vengono messi anche lungo i corsi d’acqua, il che genera uno scenario ancora più suggestivo. Questo rito ulteriore si chiama Toronagashi (灯篭流,Flusso delle lanterne).

Natale

Anche in Giappone viene festeggiato il periodo natalizio, ma questa festività non è vista dai giapponesi come una celebrazione religiosa; infatti il 24 è considerata una festa per gli innamorati e per le famiglie con bambini piccoli; le coppie vanno a cena fuori, soprattutto al ristorante italiano o francese, ma c'è anche la strana tradizione di andare a mangiare pollo fritto da KFC. Oltre al pollo fritto, un altro cibo tipico di natale è la Christmas Cake, ossia una semplice torta di pan di spagna con panna montata e decorata con fragole e immagini di Babbo Natale. Inoltre anche in Giappone è tradizione scambiarsi un regalo, ma solo tra gli innamorati. Babbo Natale viene chiamato dai giapponesi Santa-San (サンタさん), in quanto hanno importato questa festa dagli Stati Uniti (gli americani infatti lo chiamano Santa Claus).

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