I tranelli del web
Sicuri di navigare sicuri?
Senza alcune precauzioni la rete può trasformarsi in trappola. Quali sono i rischi più diffusi? Come difendersi? Ne abbiamo discusso con Paola Capozzi, dirigente della Polizia postale e delle Comunicazioni
Jacopo Bertella, Bianca Bellini | 14 March 2014
«Si parla di rischi legati all’utilizzo dei servizi offerti da internet comprendendo una serie di situazioni che possono investire chi naviga in rete – inizia a spiegare Paola Capozzi, dirigente della Polizia postale e delle Comunicazioni per il Piemonte e la Valle d’Aosta – Un rischio può essere quello di imbattersi in contenuti inappropriati, di tipo pornografico ad esempio, oppure quello che vengano carpiti illecitamente i nostri dati personali allo scopo di creare false identità da utilizzare in modo fraudolento. Ma gli esempi potrebbero essere tantissimi, perché un utilizzo troppo disinvolto della rete può generare notevoli rischi, dall’adescamento al cyber-bullismo».
Imbattersi in crimini online, come vittima, non è raro. Una prima indagine realizzata da Zai.net insieme a Assoutenti, che ha sottoposto 170 giovani tra i 14 e i 20 anni a un questionario, mostra il 29% degli intervistati alle prese con messaggi minatori o umiliazioni in rete; al 35% è capitato di vedere i propri segreti o le foto personali resi pubblici; un 19% ha avuto a che fare con impostori che, dopo averti rubato profilo e foto da un social network, si fingono te. «Ci arrivano numerose segnalazioni – prosegue la dottoressa Capozzi – dalle truffe online, ai casi di phishing o ai contenuti inappropriati di profili Facebook. I crimini informatici che interessano di più, infatti, sono quelli legati all’utilizzo dei social network: accessi abusivi, sostituzioni di persona, violazione della corrispondenza. Solo per citarne alcuni».
Quando la Polizia postale ci ricorda che “nel web le minacce sono sempre in agguato”, ci chiediamo come fare per sentirci sicuri. La risposta, in fondo, la conosciamo già. È semplice incontrare situazioni ambigue, ma può esserlo altrettanto starne alla larga: «Un web sicuro è quello in cui si opera con la consapevolezza dei diversi rischi derivanti da internet. Una navigazione consapevole è una navigazione sicura», afferma Paola Capozzi.
Nella sua battaglia contro i crimini online, la Polizia postale a partire dalle segnalazioni degli utenti si attiva per ricostruire la traccia telematica, ovvero per individuare la connessione dalla quale il reato ha avuto origine, fino a raggiungere l’utente che lo ha commesso. Nella nostra piccola lotta contro i ladri d’identità, spam e virus, invece, basta usare il cervello: «non fidarsi mai completamente dei siti che non si conoscono e non fornire, quindi, dati; utilizzare buoni e aggiornati antivirus; effettuare il backup dei file per evitare perdite causate da virus; non aprire mai file allegati a email o messaggi provenienti da sconosciuti; tenersi sempre aggiornati, tramite siti specializzati, sulle più attuali tecniche di frode informatica»; questi i suggerimenti della Polizia. Consigli semplicissimi, che possono risparmiarci parecchi guai, dei quali la maggioranza dei giovani già è a conoscenza. Ma allora perché non sempre li seguiamo? Si tratta solo di pigrizia? Oppure ancora non è stato trovato il modo giusto di educare al web ragazzi e adulti?
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