Interviste
Zai.Time, giovani sempre più soli: l’allarme del CNG
In Italia 4 ragazzi su 10 hanno paura del futuro, secondo il rapporto Censis. Pisani: “Il disagio psicologico? Non deve essere un tabù”
Redazione | 20 ottobre 2022

Il Covid ha portato notevoli cambiamenti sociali nella vita dei giovani e tra le conseguenze della pandemia c’è stato anche un peggioramento delle condizioni psicologiche. L’isolamento e le varie misure di contrasto al coronavirus hanno limitato le occasioni di socializzazione portando molti ragazzi a provare un forte sentimento di solitudine. Una solitudine che, nonostante le norme anti covid siano diventate sempre meno stringenti, continua a persistere.

A fotografare questo disagio il rapporto realizzato da Censis per il Consiglio Nazionale dei Giovani dal titolo “Generazione post pandemia: bisogni e aspettative dei giovani italiani nel post Covid”.

Dalla relazione emerge che la pandemia non ha solo peggiorato o fatto scaturire alcuni disagi psicologici e disturbi d’ansia o di depressione fra gli adolescenti, ma ha anche contribuito a cambiare le prospettive dei giovani: 4 su 10 crede che il futuro sarà peggiore del presente. 

Danni alla salute fisica e psicologica

Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale dei Giovani, intervistata ai microfoni di Zai.Time, la trasmissione che pone al centro gli studenti dei licei di tutta Italia, ha spiegato: “L’isolamento dettato dal lockdown ha contribuito alla comparsa di molti malesseri tra i giovani, alcuni anche fisici. Un giovane su 4 ha dichiarato che la propria salute durante la pandemia è peggiorata. Quasi il 55% degli under 30 ha dichiarato di aver avuto problemi psicologici e di aver sofferto di ansia e depressione. Spesso si parla di solitudine condivisa in  quanto le generazioni di oggi si sentono sole pur stando in mezzo agli altri”. 

Una condizione che è stata percepita maggiormente da chi vive nelle aree periferiche o rurali, come sottolineato da Pisani. 

Un Osservatorio per il benessere psicofisico

Pisani ha raccontato l'impegno del CNG: “Abbiamo istituito un Osservatorio per il benessere psicofisico dei ragazzi. Nel dibattito istituzionale negli ultimi anni è caduto il tabù del benessere psicologico e se ne è iniziato a parlare di più. Noi abbiamo lavorato anche sul fenomeno della povertà educativa parlando di come arginare i rischi affinché questi meccanismi non vadano a cronicizzarsi. Lo sforzo che le istituzioni devono compiere è di coinvolgere i giovani nei progetti decisionali”. 

Giovani lontani dalla politica 

Dal rapporto emerge infatti che il 23% dei giovani ha deciso di rinunciare al voto. Una politica percepita spesso come estranea. 


Pisani ha suggerito: “Questo distacco dei giovani dalla politica va ricomposto ascoltando i loro interessi. Noi proviamo a farlo ogni giorno con l’associazionismo giovanile e cercando di mantenere viva una politica che sia risoluta e lungimirante nei confronti delle scelte future.Obiettivi come la salute, la formazione e il lavoro si intrecciano con un tema molto caro ai giovani: il cambiamento climatico. Dobbiamo mettere al centro dell’agenda politica i bisogni dei giovani per accrescere il loro protagonismo nei processi decisionali. Lo facciamo anche nel contesto europeo dove la partecipazione dei giovani italiani, attraverso gli strumenti del Terzo Settore, risulta essere maggiore”.

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