Il successo della canzone svedese “I know, You’re Not Mine – Jag vet, du är inte min” di Jacub è tramontato in fretta. Dopo essere stata accusata di essere generata in parte con l’intelligenza artificiale, la canzone è stata bandita dalla classifica nazionale. L’inchiesta è stata aperta nel corso di gennaio 2026. La motivazione del bando era chiara: la canzone è stata creata per mezzo di algoritmi da un artista inesistente, anch’esso generato dall’IA. La vicenda è emersa grazie al giornalista Emanuel Karlsten, il quale ha collegato il brano all’etichetta discografica Stellar. Essa ha in seguito confermato di aver utilizzato il supporto dell’intelligenza artificiale per generare la voce e alcune sezioni del brano. L’amministratore delegato di IFPI Svezia ha espresso il suo disappunto dichiarando che “se una canzone è generata principalmente dall’intelligenza artificiale, non ha il diritto di essere in cima alla Sverigetopplistan”.
ALLARME INTELLIGENZA ARTIFICIALE NEL MONDO MUSICALE
Questo fenomeno non è per nulla isolato, ma è il sintomo di una trasformazione strutturale che coinvolge l’intero settore. Il confine tra produzione umana e sintetica diventa sempre più sottile. Se da un lato l’efficienza produttiva dell’IA è innegabile, dall’altro emerge il timore di una progressiva marginalizzazione dell’umano. Ne è un esempio calzante la canzone di Jacub. Il brano, nonostante la modalità con cui è stato composto, ha raggiunto ben 5 milioni di Streaming su Spotify a livello globale.
UN FENOMENO IN RAPIDA ASCESA
Il numero di brani generati con l’IA è tuttora in aumento. Secondo una ricerca effettuata da uno studio di Deezer nel 2025, quasi un terzo della musica pubblicata sulle piattaforme è scritto utilizzando l’intelligenza artificiale. Ogni giorno 30mila brani scritti con l’utilizzo di questo supporto sono pubblicati, cioè all’incirca il 28% del totale. La percentuale non sembra volta a calare, secondo un ulteriore ricerca condotta dallo studio di Deezer. Nel giro di pochi mesi del 2025, questa percentuale è passata dal 10% al 18%. Senza considerare, poi, le significative perdite di guadagno per gli artisti. Secondo uno studio di Cisac, i compositori musicali rischiano la perdita del 24% dei loro profitti nel 2028, per una perdita totale per il settore musicale di 10 miliardi.
GLI ASPETTI POSITIVI DELL’IA
Nonostante le criticità, l’intelligenza artificiale offre valide opportunità. Essa è in grado di fornire all’artista idee innovative e creative, le quali possono ispirarlo a scrivere una canzone meno banale. L’IA si è rivelata utile anche come strumento di restoring per registrazioni storiche. Essa può essere usata come catalizzatore di creatività nel sound design essendo capace di generare texture sonore altrimenti irraggiungibili. La sfida per l’industria musicale non risiede dunque nel bando della tecnologia, ma nel porre limiti etici e legali che supportino e tutelino gli artisti.




