L'interpretazione di V.Golino della figura di Armida Miserere
Armida Miserere Direttore di carceri
La vita di una donna al servizio dello Stato
Jacopo Bertella | 3 aprile 2014
IHo letto che non le è stato per nulla facile accettare di interpretare il ruolo della Direttrice del carcere in “ Come il vento “- forse lo sentiva un ruolo molto pesante e pressante ?
Sì, lo sentivo, sentivo che sarebbe stato un ruolo che mi avrebbe portato via molto del mio tempo, fatica, che era un ruolo doloroso, complesso... prima di accettare ci ho pensato tanto! C' è voluta la pazienza del regista..
Lo rifarebbe come ruolo ?
Sì, adesso non riesco a immaginare di non averlo fatto. Se non lo avessi fatto sarebbe un atto mancato.
Che sensazioni le ha dato interpretare questa figura ?
Tante sensazioni, tante emozioni, e anche tanta tenerezza per lei, per la persona che ho interpretato, molta simpatia. E anche devo dire. Nonostante sia un film drammatico, mi sono molto divertita durante il film.
In che cosa ha sentito vicino al suo carattere questa figura?
Siamo due persone molto diverse, l'unica cosa che ci unisce è che, avendola interpretata, alla fine, io, non la vera Armida, ma la mia Armida, ha dovuto vestire i miei panni. Le ho dato io delle cose mie, ma non credo che lei fosse molto simile a me..forse l'allegria, perché lei era anche una allegra, ridanciana.
Ha avuto soddisfazione nell'aver interpretato questo ruolo ostico e scomodo?
Il film mi ha dato subito soddisfazione, quando l'ho visto, quando ho visto le altre persone, quando si sono commopsse, quando ho incontrato persone che conoscevano Armida Miserere, che hanno rivissuto una cosa molto emozionante, questo basterebbe! Quando un attore riesce a commuovere è un buon motivo per fare questo lavoro.
Qualche cosa che vorrebbe fare ma non ha ancora fatto, un sogno irrealizzato?
Vincere un Oscar un sogno bello, allegro, allegro!
Progetti futuri?
Un altro film con Marco, adesso deve uscire un film di Gabriele Salvatores, si chiama, “Il bambino invisibile” , poi devo fare un cortometraggio con Paolo Sorrentino. Subito dopo comincio un film di Francesca Archibugi “ Il nome del figlio “. E' una regista con la quale ho già lavorato, mi ha fatto molto piacere reincontrarla!.
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