La mia libreria per la quarantena
Quattro consigli per la reclusione domestica: Il tatuatore di Auschwitz, Cecità, Le città invisibili e La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare
Elio Sanchez | 7 April 2020

“Il tatuatore di Auschwitz” di Heather Morris:  Questo libro è tratto da una storia vera, Lale e Gita son due giovani ebrei deportati nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Il loro primo incontro avviene perché Lale  è il Tatowierer del campo e Gita appena arrivata doveva ricevere il tatuaggio col numero che da quel momento in avanti avrebbe sostituito il suo nome. Lale grazie al suo lavoro riceva un trattamento speciale da parte delle SS, riceve anche maggiori razioni di cibo che divide con i suoi amici e con la stessa Gita. Riesce anche a corrompere le SS per poter passare del tempo con Gita. È un libro molto intenso, a tratti pesante, e ogni pagina che si legge è paragonabile ad un pugno nello stomaco per i lettori. Soprattutto visto che i campi di concentramento esistono ancora oggi in paesi come la Libia. Sicuramente è un libro che ci fa riflettere molto e ci fa capire l’importanza dello studiare la storia per fare in modo che non si ripeta.

“Cecità” di José Saramago: Un uomo fermo a un semaforo si scopre improvvisamente cieco e fa immediatamente i conti con un passante che lo porta a casa e poi gli ruba la macchina. Il primo cieco va dall’oculista con la moglie, dichiarando di vedere tutto bianco ma non sembra avere niente. L’oculista passa la notte a cercare una spiegazione a questa strana cecità e si risveglia a sua volta cieco. Successivamente la cecità si rivela estremamente contagiosa. Tutti i ciechi vengono messi in quarantena in un manicomio dismesso e abbandonati a loro stessi ma sempre più persone vengono contagiate anche all’esterno. Tutta la nazione viene contagiata e i ciechi del manicomio si vedono costretti a uscire e lottare per la sopravvivenza. Consiglio questo libro perché è un libro molto attuale visto che anche oggi stiamo vivendo in quarantena e anche i malati asintomatici sono costretti a restare in casa per non contagiare le altre persone. Sicuramente la situazione raccontata in questo libro è apocalittica e simbolica, molto peggiore di quella che stiamo vivendo noi al giorno d’oggi.

"Le città invisibili” di Italo Calvino: Marco Polo racconta al Gran Kan alcune città che formano il suo immenso impero. Le racconta parlando della loro forma, della loro struttura politica, della loro struttura a livello di costruzioni ma soprattutto come sono le relazioni tra i vari abitanti delle varie città. Polo le suddivide in 11 categorie: “le città e la memoria”, “le città e il desiderio” “le città e i segni”, “le città sottili”, “le città e gli scambi”, “le città e gli occhi”, “le città e il nome”, “le città e i morti”, “le città continue”, “le città nascoste”, “le città e il cielo”. A loro volta divise in 9 capitoli: nei primi 8 son presenti 5 città, mentre nell’ultimo ne sono descritte ben10. Uno dei classici della letteratura italiana, vi si trovano descrizioni di città molto attuali, come ad esempio la città di Leonia, dove gli abitanti di giorno in giorno si svegliano circondati da oggetti nuovi, lenzuola pulite ma che col passare del tempo si riempie di spazzatura a causa dei continui cambiamenti attuati dalla popolazione. Esso può essere collegato al consumismo della società attuale.

“La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepulveda: La storia de La Gabbianella e il Gatto è ambientata ad Amburgo. La gabbiana Kengah, mentre pesca, si trova in mezzo al petrolio riuscendo a liberarsi e ad atterrare su un balcone. Sta per deporre un uovo. Su questo balcone vive Zorba, un gatto nero, allo stremo delle sue forze, chiede a Zorba di farle tre promesse: il gatto dovrà evitare di mangiare l’uovo, prendersi cura del piccolo che nascerà e insegnargli a volare. Nonostante i grossi sforzi fatti da Zorba e due suoi amici, Kengah muore lasciando il suo uovo solo. Zorba si prende cura amorevolmente dell’uovo finché non nasce la gabbianella Fortunata. La piccola, crescendo in mezzo ai gatti, non capisce subito chi sia; tra grandi sforzi, però, i suoi amici riescono a far nascere dentro di lei la consapevolezza del suo desiderio di volare. Dopo una serie di vicissitudini, i gatti aiutano la gabbianella a prendere coraggio e a gettarsi dal campanile di San Michele, spiccando così il suo volo. Ho scelto questo libro perché purtroppo l’autore è risultato positivo al Covid-19 e a metà marzo era uscita la notizia che era in coma. Questo libro ci insegna tante cose, quindi nonostante sembri un libro prevalentemente per bambini, è un libro che dovrebbero leggere anche gli adulti.

 

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