La quarantena mi ha reso peggiore
Gli adolescenti sono stati dimenticati. Odio chi dice che questa cosa ci renderà più uniti, perché siamo più distaccati che mai
Alessandro Luci | 4 June 2020

Se devo parlare della quarantena che ho vissuto, non so neanche da dove iniziare... sono successe troppe cose per riuscire a realizzare e focalizzarsi sulla realtà dei fatti. Sono stati due mesi molto brutti dal mio punto di vista e adesso che ne siamo usciti probabilmente mi sento una persona peggiore di quello che ero prima.

Questo periodo non mi ha fatto fare niente, non trovavo l’ ispirazione e soprattutto non trovavo la voglia, e accomodarsi sul divano insieme alla noia è molto più facile. Sono un ragazzo di 17 anni e il distanziamento sociale per me è stato distruttivo, soprattutto per una persona come me molto affettuosa e a cui piace fare gruppo con i propri amici. Vorrei trovare un lato positivo della situazione ma sarei un falso a dire che ho imparato qualcosa da questa situazione.

Non ho imparato niente ed ho solo molta più ansia di prima, oltretutto gli adolescenti da parte del nostro Paese sono stati completamente dimenticati, soprattutto quelli che frequentano le superiori ma ancora non devono fare gli esami. Di noi non si parlava mai, eravamo fantasmi e ultimamente siamo i più odiati e quelli che devono stare più attenti perché fondamentalmente a noi questo virus non ci uccide, ma possiamo essere molto pericolosi per gli adulti. Non è bello uscire di casa per poi avere paura di infettare i tuoi familiari, quindi l’ ansia è costante. Il mondo si è fermato insieme alle nostre relazioni.

Alcune persone sono sparite, alcune sono tornate, altri si sono rinchiusi in casa e gli stupidi hanno deciso di fregarsene di tutto. Ecco io non sono dalla parte di nessuno, cerco di attenermi il più possibile alle regole per il bene comune, ma non è facile, siamo esseri umani e il contatto fa parte di noi, sennò non avremmo mai avuto una società collettiva. Odio chi dice che questa cosa ci renderà più uniti, perché siamo più distaccati che mai. La gente ha paura, e sappiamo tutti che quando abbiamo paura diventiamo cattivi.

Poi oltre alla quarantena non è successo niente di buono, solo disastri economici, finti buonisti, e gente che fingeva di divertirsi a casa tutto il giorno. In questa quarantena ho odiato tantissimo i social e soprattutto la falsità delle persone che fingevano di essere attivi tutto il giorno, perché non è possibile in una situazione così stare bene, o almeno non lo è per me. Io che faccio musica e scrivo canzoni, in questo due mesi ho scritto solo una canzone e non so neanche se mi piace. Ogni cosa che facevo, scrivevo o pensavo era monotematica, come la tv d’ altronde. È vero sicuramente potevano succedere cose peggiori di chiedermi di stare a casa, però mentalmente è difficile.

Non sopporto gli italiani che dopo anni in cui nemmeno parlano dei nostri soldati che sono andati in guerra se ne escono tutti patriottici e convinti che i nostri nonni hanno sofferto molto di più per la guerra. Ovvio una guerra non è minimamente paragonabile a stare a casa però questa cosa di dire c’è chi sta peggio consola fino ad un certo punto. Per quale motivo dovremmo essere felici pensando che c’è qualcuno che sta o è stato peggio? Ho sentito dire questa frase da uno youtuber e sono d’ accordo con lui. Poi penso che nel mondo esistano due tipi di guerre, quella fra gli uomini e quella nella testa degli uomini. E a mio modesto parere non vanno nemmeno paragonate perché è come paragonare qualcosa che non ha niente in comune apparte il dolore, che è comunque diverso in ognuno dei due casi. Sembra quasi che uno si debba sentire in colpa per non essere andato in guerra, capisco che il messaggio è per cercare di tranquillizzare la gente però ci sento sempre quel fondo di ipocrisia in quella frase. La guerra sicuramente è molto peggio dello stare a casa, però per le persone magari depresse o che non vivono di una buona condizione sociale, economica e mentale sia una guerra, a suo modo, ogni giorno.

Forse mi sbaglio ma sento un sacco di cattiveria nell’ ultimo periodo sia in me che nella altre persone. Piano piano come tutti vorrei che questa situazione tornasse alla normalità, ma penso che per almeno un anno vivremo in questo mondo di persone in preda da psicosi e paura e questo non mi rallegra. Penso che a salvarci quando sarà possibile sarà il ritorno dell’ arte, perché l’ arte è essenziale per ogni essere umano, anche per chi non la produce. La musica, il cinema, il teatro, e l’ arte visiva curano la nostra anima, ma l’ arte nasce per essere condivisa e se noi ci chiudiamo l’arte muore insieme a noi. Penso che la mia sia una richiesta di aiuto, quindi aiutiamoci.

 

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