Dove vai stasera?
Virginia Lupi | 3 dicembre 2015

Mi chiamo Cristina, Cri per gli amici. Bello e rigenerante il secondo spot della campagna istituzionale della CRI, la Croce Rossa italiana, “Un’Italia che aiuta”, presentato nell’ambito del RomaFictionFest: una campagna di comunicazione che viaggia, per ora, online con due video lanciati in rete con un tweet al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Nel video è inquadrata una ragazza che racconta la propria vita: “Sono mesi che non mangio a casa coi miei; dove c’è casino io ci sono sempre. L’ultima notte? L’ho passata abbracciata a uno sconosciuto…”, ingenerando l’equivoco che si tratti di una giovane inguaribile godereccia. Invece, lei è una volontaria della Croce Rossa. Espediente semplice e forse già abusato, ma qui utilizzato con leggerezza.

 “Cristina”, pensato soprattutto per un pubblico giovane, incarna valori positivi e umanitari; è il prototipo di un’Italia che aiuta, di quella parte di comunità che decide di scendere in campo e con piccoli gesti proporre, man mano, un nuovo modello comportamentale di carità intesa come amore e responsabilità verso il prossimo. L’aiuto è spesso associato a chi assiste e a chi è assistito, a un’azione che va dall’alto verso il basso, mentre per Croce Rossa Italiana rappresenta quotidianamente una forma di aiuto orizzontale, caratterizzata da sentimenti di mutuo soccorso e da azioni di aiuto reciproco. È questa la premessa della Campagna “Un’Italia che aiuta”  (prodotta da Filmmaster Productions con la regia di Federico Brugia) che ci piace segnalare per l’efficacia e il messaggio positivo che trasmette quanto mai necessario in questo periodo storico.

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