Bracconaggio, dagli elefanti ai cincillà: il lato oscuro della caccia
Scimmie, rinoceronti, volpi e cincillà tra le prede più ambite. Ma forse qualcosa sta cambiando...
Anastasia Boschi | 15 April 2021

La caccia è la pratica che prevede la ricerca, l’uccisione o la cattura della selvaggina. Esistono vari tipologie di caccia, come quella subacquea che prevede l’utilizzo di lance.

Pellicce

Ma soprattutto, non sempre la caccia è finalizzata a procacciare cibo. Moltissimi animali, come ad esempio i cincillà e le volpi ogni giorno vengono rinchiusi in delle gabbie con il solo obiettivo di produrre capi d’abbigliamento con il loro pelo, anche se adesso la tendenza sembra andare verso la strada opposta se persino un colosso della moda come Giorgio Armani ha rinunciato alla produzione di pellicce che prevedono l’utilizzo del pelo degli animali.

Avorio

Durante il mese di ottobre sono stati uccisi oltre seicento elefanti le quali zanne contengono avorio, più comunemente conosciuto come oro bianco, il quale ha un valore elevato. L’avorio però viene utilizzato maggiormente nei paesi asiatici, tra cui la Cina e il Giappone, per produrre bacchette, pettini ed altri oggetti decorativi.

Traffico di animali esotici

E non solo animali convenzionali: nel settembre del 2020 si è verificato il più grande trasporto di contrabbando di scimmie in Africa, ben venticinque esemplari di scimmie. E il traffico di animali unito alla caccia portano alla pericolosa realtà dell’estinzione di specie, in soli tre anni sono morti ben 1349 esemplari di rinoceronte.

Campagna di sensibilizzazione

A sensibilizzare su quest’ultima tematica vi sono molte associazioni tra cui il WWF, la più grande organizzazione mondiale per la tutela della natura. Anche i social contribuiscono a sensibilizzare questo pericolo, Enrico Rizzi, è un famoso attivista per i diritti degli animali che avvalendosi di Facebook, dà voce a chi non ne ha, gli animali.

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