Fukushima, perché il Giappone riverserà nell’Oceano l’acqua radioattiva
L'acqua, prima di dare il via all’operazione, verrà adeguatamente filtrata, depurata e le sostanze radioattive diluite così da raggiungere il limite per l’acqua potabile raccomandato dall’Oms
Mattia Farinacci | 30 April 2021

In corrispondenza del decimo anniversario del disastro nucleare di Fukushima Daiichi, il governo giapponese ha deciso di riversare nell’oceano oltre 1,25 milioni di tonnellate di acqua radioattiva nell’Oceano Pacifico. L’acqua in questione è quella che, dal 2011, è stata utilizzata per raffreddare i noccioli che sono stati parzialmente danneggiati e fusi a seguito del grande tsunami cha ha colpito il Giappone 10 anni fa. In tutti questi anni però è stato necessario tenere sotto controllo le barre di combustibile nucleare attraverso un processo di manutenzione che richiede l’utilizzo giornaliero di 140 milioni di tonnellate di acqua, la quale ha la funzione di raffreddare i noccioli danneggiati e di assorbire sostanze radioattive. Il concetto così espresso potrebbe sembrare sconsiderato, fortemente dannoso ed egoista, ma chiaramente l’acqua, prima di dare il via all’operazione, verrà adeguatamente filtrata, depurata e le sostanze radioattive diluite così da raggiungere il limite per l’acqua potabile raccomandato dall’Oms.

Il dibattito

Nonostante questa decisione abbia incontrato il consenso dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica dell’Onu), le polemiche non sono di certo mancate. Le critiche più aspre sono arrivate da pescatori della zona, i quali temono che questa decisione possa far desistere la popolazione dal comprare il pesce locale, da ambientalisti ed ecologi, i quali temono per la flora e la fauna marina, ma soprattutto dagli Stati vicini al Paese del Sol Levante. Sia la Corea del Sud che la Cina infatti hanno manifestato il loro disappunto e il loro forte rammarico riguardo la scelta del governo giapponese, etichettandola come irresponsabile e affermando di voler seguire da vicino la vicenda al fine di garantire la salute e la sicurezza pubblica internazionale. Diverso invece il parere degli Stati Uniti, che hanno espresso il loro appoggio nei confronti del piano annunciato da Yoshihide Suga, Primo ministro giapponese.

Perché è necessario riversare quest’acqua nell’Oceano?

La grande quantità di acqua quotidianamente utilizzata per la manutenzione viene poi spostata in dei grandi serbatoi dopo aver svolto il proprio compito. Fino ad oggi la Tokyo Electric Power (Tepco), la società energetica gestrice dell’impianto, ha costruito più di 1000 grandi cisterne per contenere quest'acqua, ma stima che la massima capacità di queste sarà raggiunta entro l’estate del 2022.

I tempi dell’operazione

La Tepco prevede dunque di iniziare a scaricare l’acqua entro 2 anni, cioè prima del raggiungimento del limite di capacità consentito dai serbatoi, con il processo che durerà per qualche decennio, fino al decommissionamento (ossia lo smantellamento) della centrale nucleare, stimato tra il 2041 e il 2051.

Commenti