Ambiente
Sopravvivere non vuol dire essere perfetti: gli animali “imperfetti” che devi conoscere
Perché koala, panda e altri animali “strani” dimostrano che la selezione naturale non crea specie perfette, ma semplicemente adatte
L.C | 15 gennaio 2026
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La nostra Terra è stata ed è la madre di innumerevoli organismi, che tramite l'evoluzione continua ad adattarsi per avere il numero più alto di possibilità di idoneità della propria specie, e proprio questo cambiamento continuo poi porta alla comparsa di una nuova specie animale o vegetale.

Quando si pensa all'evoluzione ci si immagina sempre un esemplare quasi perfetto, di cui non sapremmo individuare alcun aspetto negativo o che comunque è svantaggioso per l'animale, poiché generalmente pensiamo che, se quelle caratteristiche sono state selezionate dall'ambiente, cioè la selezione naturale, è impossibile che queste risultino addirittura difettose. Invece esistono alcuni animali che ci appaiono con aspetti a dir poco... trascurabili per la sopravvivenza dell'intera specie, tanto che ci si chiede come queste creature abbiano mai potuto sviluppare queste disabilità

Uno di questi è il famoso koala, un mammifero marsupiale notturno australiano con un peso che varia dai 6 ai 12 kg e una lunghezza tra i 60 e gli 80 cm nei soggetti adulti. (wikipedia) Si nutre principalmente di foglie di eucalipto, le quali sono però tossiche, e delle centinaia di varietà esistenti di questa pianta, il koala riesce a mangiarne solo una cinquantina: questo grazie a speciali batteri presenti nell'intestino dell'animale, ma, poiché quest'ultimi prima di iniziare a digerirle aspettano varie ore, per un intervallo di tempo il koala è tecnicamente avvelenato dal suo stesso cibo, e questo avvelenamento li fa spesso cadere dagli alberi sul quale stanno. Ma ciò non è motivo di preoccupazione: infatti il ​​40% della loro testa è occupato dal fluido cerebrospinale, che agisce come un cuscino. Inoltre, anche il loro cervello si distingue: infatti è lissencefalo, cioè è liscio, e questo per il suo stile di vita a basso consumo energetico che gli ha permesso di non sviluppare una buona complessità cognitiva, ma a tal punto che ipoteticamente se un koala vedesse sul terreno una foglia di eucalipto, non lo riconoscerebbe come cibo perché non è attaccato all'albero. La spiegazione a ciò però è la presenza di serpenti velenosi a terra, e in questo modo l'evoluzione ha dato un motivo in meno al koala di scendere dagli alberi, unico posto sicuro. Infine, la sua principale fonte di nutrimento contiene molta acqua e fibre ma poche sostanze nutritive, dunque il koala deve mangiare almeno 500 grammi di foglie e poi passare il resto del giorno a dormire per conservare le poche energie rimaste. 

Un altro animale iconico è il panda gigante, che è definito sempre di più soprattutto nei social come l'animale più inutile al mondo la cui sopravvivenza è possibile grazie all'intervento degli umani. Questo mammifero della Cina meridionale ha una dieta vegetariana, quasi esclusivamente bambù che è abbondante ma poco nutriente, nonostante però abbia un sistema digestivo carnivoro: per questa ragione il panda gigante passa 12-16 ore a mangiare e inoltre, generalmente, una madre panda se ha due cuccioli non potrà allevarne solo uno proprio perché non ha abbastanza nutrienti per la sua dieta vegetariana. (WWF Italia) Inoltre è anche conosciuto come un animale con una libido estremamente bassa e le femmine sono fertili solo due volte all'anno, tanto che la loro specie, che ormai per la maggior parte è cresciuta e tenuta in attività, ha rischiato di estinguersi anche per questo. Però ciò avviene perché i panda, a causa della loro dieta povera, hanno troppa energia per mantenere alto il testosterone durante la stagione degli accoppiamenti. Infatti in natura i maschi conservano le loro energie tenendo basso il testosterone, e con questo anche la loro aggressività, finché non trovano una femmina in calore. Dunque con il corretto ambiente sociale e la giusta dieta i panda giganti anche in attività avrebbero più possibilità di riprodursi. (Accademia Cinese degli Studi)

Il gatto di Pallas, chiamato anche manul o gatto delle nevi, è una specie di gatto selvatico diffusa nelle steppe e nelle montagne dell'Asia centrale. Prende il nome dallo scienziato che l'ha scoperto e studiato nel 1776, Peter Simon Pallas. Ha le circa sessanta centimetri di un gatto domestico, senza contare la coda, anche se sicuramente domestico non lo è; ha piccole orecchie rotonde e un pelo molto voluminoso; questo lo fa sembrare molto tozzo, cosa accentuata anche dalle zampe corte. Il colore del pelo può variare dal rossastro al grigio giallo, ma nonostante ciò spesso presenta macchie o strisce non è facile distinguerle per via della sua lunghezza, che aumenta durante l'inverno Un'altra cosa che si può notare su questo felino è che anche in condizioni di luce più intensa ha le pupille tonde, al contrario di quelli degli altri gatti che quando c'è luce si restringono. Un'altra caratteristica che lo distingue è che sembra avere sempre un'espressione arrabbiata. Si dice che il gatto di Pallas sia un discendente diretto della tigre dai denti a sciabola. Purtroppo non sappiamo molto del suo comportamento dato che vive in aree dove è difficile studiarlo, e si può trovare fino ai 4000 metri di altitudine. Come gran parte dei felini, però, sembra condurre una vita piuttosto solitaria, ed è solitamente attivo durante la notte. Data la sua corporatura, il gatto di Pallas non è un "velocista" né un corridore istantaneo, quindi caccia inseguendo pazientemente la sua preda, solitamente piccoli animali come le marmotte e gli uccelli che nidificano sul terreno.

Il quokka, soprannominato anche l'animale più felice del mondo, è detto così per via della sua caratteristica espressione sempre sorridente. È un piccolo marsupiale con circa le dimensioni di un gatto domestico, erbivoro e principalmente notturno. Ha coda e zampe molto forti e quasi prive di pelo, solitamente di colore dal castano al rossiccio. Si può trovare in una zona ristretta nel sud-ovest dell'Australia Occidentale, specialmente sull'isola di Rottnest. Data la corporatura tozza e la testa corta e larga può assomigliare alla versione più piccola e goffa di un canguro. Infatti anche il quokka si muove saltellando, ma al contrario dei canguri è anche in grado di arrampicarsi su alberi e arbusti. È un animale socievole, e dove si trova più cibo vive in gruppi numerosi. Si nutre principalmente di foglie, erbe e corteccia. Inoltre è un animale molto curioso e non si mostra affatto intimorito dall'uomo, tanto ogni tanto il quokka è lo stesso ad avvicinarsi per primo agli umani

Il topo canguro è un piccolo mammifero che si trova soprattutto nell'area sud-occidentale degli Stati Uniti e nel Messico. Viene chiamato così perché è un roditore che si muove saltellando sulle lunghe zampe posteriori come i canguri e spesso ha una coda che è più lunga del resto del corpo. I topi del deserto sono lunghi tra i 10 e i 20 centimetri. Al contrario delle zampe posteriori, però quelle anteriori sono molto corte. I topi canguro spesso vivono in aree aride e asciutte come i deserti, e possono sopravvivere a lungo senza acqua, che spesso ricavano dal cibo che mangiano. Vivono in colonie sotterranee e si nutrono soprattutto di semi e insetti

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