Neolithic Sunshine, la mostra di Matteo Nasini che celebra la nascita della musica
Sculture e installazioni sonore dal 21 luglio al 7 ottobre 2018 a Pesaro
Serena Mosso | 9 luglio 2018

Più di trentamila anni fa l’uomo ha iniziato a produrre strumenti musicali con parti animali. L’artista Matteo Nasini ha selezionato zanne, corna, ossa e altri fossili animali dalle collezioni di importanti musei di storia naturale, li ha scansionati e riprodotti in ceramica con una stampante 3D. Et voilà! Ecco tante sculture sonore con lo stesso potenziale musicale, arcaico e ancestrale che avevano nella notte dei tempi.

È Neolithic Sunshine, la prima personale di Matteo Nasini che dal 21 luglio al 7 ottobre 2018 sarà ospitata nella Chiesa del Suffragio di Pesaro. Organizzata dalla Fondazione Pescheria – Centro Arti Visive di Pesaro e curata da Marcello Smarrelli, la mostra comprende opere scultoree e installazioni sonore restituendo tutti gli aspetti ricorrenti della poetica di Nasini: il suono e le sue origini, la sperimentazione tecnologica, le pratiche manuali lente.

Nasini ricostruisce l’origine della musica e lo fa a Pesaro, nominata Città Creativa Unesco della Musica nel 2017, in occasione del 150° anniversario della morte di uno dei più illustri artisti della città: Gioacchino Rossini. Nella Chiesa del Suffragio realizza l’installazione Neolithic Sunshine, un sound piece che rievoca i suoni primordiali eseguito da musicisti attraverso gli strumenti \ scultura all’interno di Tenda vestigia, una struttura realizzata con fili di lana. Una metastanza di linee colorate che parte dal Liceo Artistico Mengaroni, antistante il Centro Arti Visive Pescheria, attraversa la piazza della Creatività ed entra nella Chiesa del Suffragio, sottolineando la relazione ideale tra gli spazi.  

Nel Loggiato della Pescheria, Nasini crea un ambiente cromatico aureo con l’installazione Giardino perduto: più di venti sculture in fili di lana evocano i resti di un’architettura inesistente, uno spazio rituale e fantastico disseminato lungo la navata. Ruota, epicentro dell’energia delle opere in mostra, è il grande anello in ceramica che svetta nel Loggiato ricordando gli archetipi della preistoria . L’ideale sfondo degli episodi espositivi è l’arazzo Principio Selvatico, uno scenario lussureggiante e selvaggio di colori vividi e conturbanti.

Una primordialità feconda connessa al presente e al progresso tecnologico: questa è la celebrazione di Matteo Nasini, che fa dialogare arcaismo e modernismo in un contesto nuovo, fortemente rituale.

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