Covid e biblioteche, uno scandalo silenzioso
Le difficoltà per gli studenti universitari non sono mai finite e la riapertura non ha cambiato le carte in tavola
Camilla Di Gennaro | 16 October 2020

Dall'inizio dell'emergenza Covid-19 c'è una parte della società, una delle più importanti, che non è stata adeguatamente tenuta in considerazione: gli studenti universitari. Il futuro dell'Italia, la prossima classe dirigente, ragazzi che per vocazione o passione hanno deciso di investire anni della loro vita nello studio e nella formazione per trovare il loro posto nel mondo. Gli studenti universitari sono stati raramente menzionati nei proclama dei politici e sono stati lasciati per lo più allo sbando. Il ritorno alla normalità o, più che altro, la nuova fase di convivenza con il virus non ha cambiato la situazione e ora molti studenti in procinto di laurearsi e impegnati nella scrittura della tesi si trovano in difficoltà nell'accedere o nel prendere in prestito libri dalle biblioteche, immersi nell'italianissima burocrazia che alle volte complica di più le cose invece di agevolarle.

Le testimonianze

Patrizia e Miriam sono due laureande in Lettere presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Entrambe hanno avuto a che fare con problematiche relative all'accesso e al prestito di libri in biblioteca, necessario per le loro tesi. Patrizia si è recata alla facoltà di Lettere de "La Sapienza" per un ricevimento con la sua relatrice e "dopo il colloquio, trovandomi in università, ho pensato di passare in biblioteca per prendere in prestito un libro di cui avevo parlato poco prima con la professoressa. Una volta entrata in biblioteca mi è stato detto che, nonostante il libro fosse disponibile, non avrei potuto prenderlo ma mi sarei dovuta prenotare tramite il sito dell'OPAC per ottenere un appuntamento e ritirarlo. Ho chiesto se avessi potuto fare quell'operazione seduta stante così da ritirarlo subito ma mi è stato risposto che in ogni caso l'appuntamento mi sarebbe stato dato dopo settimane. L'ho trovato assurdo, io ero lì come anche il libro. Perché non avrei potuto prenderlo in prestito come accadeva prima?". Miriam ha invece dovuto combattere con le stringenti norme della Biblioteca Nazionale di Roma: "Anche dopo la riapertura è stato difficilissimo recarsi in Nazionale per studiare e ci tengo a ricordare la grandezza della struttura che ospita la biblioteca, divisa su minimo tre piani con moltissime sale diverse. Sono state riaperte solo due o tre sale con orario ridotto fino alle 13, recentemente ampliato alle 19 per soli due giorni a settimana, e con posti contingentati. Siamo costretti a prenotarci tramite il portale on-line perché è necessario prenotare il posto in sala solo a patto di avere un libro in lettura: per cui non è possibile introdurre un libro anche se preso in prestito dalla stessa biblioteca".

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