Attualità
Quello che le donne non meritano
Le ingiustizie e le discriminazioni subite dalle donne nel mese di aprile 2026
Redazione | 4 aprile 2026
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No, questo non è un complimento

Si è già verificato che cariche istituzionali insultassero delle giornaliste per il solo fatto di essere donne, o che dispensassero apprezzamenti non richiesti sul loro aspetto. Stavolta nel mirino non c’è il Presidente americano, noto per i suoi comportamenti misogini, ma il Presidente del Senato Ignazio La Russa. È quello che è successo dopo l’inaugurazione a Palazzo Madama della mostra “Il volto delle Donne - 80 anni di Repubblica: storie di ingegno fino alle madri costituenti”. Al termine dell’inaugurazione La Russa sorpassa i giornalisti e le telecamere, poi istintivamente si rivolge a una giornalista: “E tu chi sei? Sei carina!”. Si accorge immediatamente dell’errore e tenta di rimediare ad alta voce e a favor di camera: “Ma brava soprattutto! Brava perché oggi le donne valgono soprattutto se brave!”. Purtroppo il risultato è stato l’opposto. Non è stato un semplice errore, ma il riflesso di una cultura che fatica ancora a riconoscere il valore delle donne senza riserve, senza che queste debbano essere anche brave, carine o chissà cos’altro. Finché questo sistema rimarrà in piedi nulla cambierà, a maggior ragione se a dare l’esempio è la seconda carica dello Stato italiano.

Com'è fare l'amore con Belen? 

“Il podcast senza censure, dove tutte le verità vengono a galla…che svela ciò che normalmente rimane taciuto”. Si presenta così Privè Podcast. Tra le varie domande intime, durante un’intervista a Fabrizio Corona l’host chiede gli chiede com’è fare l’amore con Belen. Il punto non è la risposta di Corona, ma la domanda di quello che dovrebbe essere un professionista della comunicazione. È lui che sceglie cosa rendere rilevante e cosa no, e che in questo caso ha scelto di puntare un riflettore sulla sfera privata di una donna non presente e che non ha certo prestato il suo consenso per dare in pasto la sua intimità al pubblico. Non si tratta di una domanda provocatoria, ma di superficialità.  Così la donna si riduce a un’esperienza da descrivere, quando meriterebbe una narrazione che la riconosca come soggetto e non come oggetto. Sembra che il podcast “senza filtri” che svela la verità abbia sbagliato mira: raccontare la verità è il fine più alto del giornalismo, ma non vuol dire certo invadere sfere di intimità in cui non ci è concesso entrare.

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