Il vaccino crea disparità?
L’ONU avverte che ciò che dovrebbe essere un bene di prima necessità sta diventando un privilegio.
Antonio Tulone | 19 February 2021

"La scienza sta avendo successo ma la solidarietà sta fallendo", queste sono le emblematiche parole del Segretario generale delle Nazioni Unite, il quale ha fatto della risposta al COVID-19 e dell'equo accesso ai vaccini la massima priorità per le Nazioni Unite nel 2021. Questa realistica, seppur drammatica, sentenza può essere rapportata nella problematica relazione tra la produzione del vaccino (efficiente e innovativa) e la sua distribuzione (classista), quanto nei massimi sistemi, in quella società che proprio l’ONU sta cercando di indirizzare verso la sostenibilità sociale e ambientale. Così, l’imprevisto della pandemia rimescola le carte in tavola, ad un terzo del tempo a disposizione per il completamento dell’agenda 2030, notiamo come tra i Global Goals l’avanzamento verso dieci dei diciassette ha subìto un rallentamento a causa della pandemia.

L'incremento della povertà globale

Gli obiettivi socioeconomici sono risultati i più penalizzati; in particolare, secondo quanto riportato dall’ONU, oltre 71 milioni di persone hanno raggiunto uno stato di povertà estrema, determinando il primo incremento della povertà globale degli ultimi decenni. In contrasto a questo, il COVID-19 ha avuto un impatto positivo sullo stato di avanzamento di cinque goal, tra cui l’obiettivo di un'energia pulita e accessibile e quello per lo sviluppo di città e comunità sostenibili. Nonostante ancora culturalmente sia molto comodo associare la sostenibilità al suo solo aspetto ambientale, è facile comprendere come la giustizia ambientale sia strettamente imprescindibile da quella sociale. È impossibile pensare ad una svolta verde, ad una riduzione degli sprechi, ad un’attenzione per il futuro, accompagnate dalle sempre crescenti disuguaglianze sociali e dallo sfruttamento dei pochi sui molti. È assurdo pensare che le grandi multinazionali, con la sola logica del profitto, provvedano spontaneamente a contrastare i problemi da esse stesse causati. Purtroppo, quando oggi si pensa alla sostenibilità si colpevolizza ingiustamente chi, non avendo le risorse economiche per attuare una scelta ecologica, è costretto ad assecondare le logiche insostenibili del sistema; così solo un’elite privilegiata può permettersi di essere ecologista, anche se in molti casi si tratta semplicemente di un’azione di green washing per lavare anche le coscienze e l’immagine pubblica.

Il mondo tra vaccinati e non vaccinati

La questione Vaccino al COVID-19 è emblematica da questo punto di vista: il mondo si sta dividendo in vaccinati e non vaccinati. L’ONU avverte che ciò che dovrebbe essere un bene di prima necessità sta diventando un privilegio concesso a quelle nazioni che, attraverso accordi collaterali con le case farmaceutiche e pur avendo fatto passi da gigante nella scienza e nello sviluppo tecnologico, non hanno in previsione una distribuzione equa del vaccino. L'innovazione tecnologica sostiene la crescita economica, offrendo nuove possibilità in settori come l'assistenza sanitaria, l'istruzione, la comunicazione e la produttività, tuttavia è anche dimostrato che può portare a un aumento della disuguaglianza dei lavoratori. I rapidi progressi e le nuove tecnologie hanno il potenziale di eliminare intere categorie di posti di lavoro, ma allo stesso tempo generarne di nuovi.

Giornata mondiale della giustizia sociale

Un importante obiettivo raggiunto è l’istituzione della Giornata mondiale della giustizia sociale che ricorre proprio domani 20 febbraio, nella quale l'Organizzazione internazionale del lavoro presenterà il suo ultimo rapporto che esamina il ruolo delle piattaforme del lavoro digitale nella transizione del mondo del lavoro. Prima del lancio, il 17 febbraio, la 59a sessione della Commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sociale concluderà i suoi lavori sul ruolo delle tecnologie digitali nello sviluppo sociale e nel benessere di tutti, prestando particolare attenzione ai gruppi svantaggiati, sulla scia dei goal già conseguiti dalle Nazioni Unite e delle dichiarazioni di Papa Francesco all’interno della recente enciclica. Come conseguenza diretta a quanto dichiarato finora, altri obiettivi, strettamente legati a diritti civili, parità di genere, istruzione e sviluppo della civiltà in generale, sono stati frenati, aprendo la voragine del passato per quanto riguarda comportamenti discriminatori, misogini e xenofobi che cominciavamo felicemente a lasciarci alle spalle. I leader globali si  sono incontrati nella giornata di ieri per affrontare i collegamenti tra razzismo strutturale, disuguaglianze e obiettivi di sviluppo sostenibile. Quest'anno segna anche il 20° anniversario della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza correlata, tenutasi a Durban, in Sud Africa. È necessario essere ben consapevoli che la lotta per l’uguaglianza non avviene attraverso proclami e incontri che aiutano solo formalmente, bensì attraverso la lotta culturale e la presa di coscienza di tutti noi, per la giustizia ambientale e sociale per l’intera umanità.

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