Il logo della Fondazione Exclusiva
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"La bellezza fa bene": si è svolto a Roma il workshop di design sociale della Fondazione Exclusiva
R.B. | 31 maggio 2018

In seguito all'evento kick-off del 26 marzo scorso, il 29 e 30 maggio la Fondazione Exclusiva ha organizzato, presso la propria sede romana, un workshop di design sociale intitolato "La bellezza fa bene", in cui, attraverso un tavolo di partecipazione con medici, creativi, giovani dei licei artistici, docenti e pazienti, sono stati delineati i bisogni di un luogo di cura, oltre ad essere state portate evidenziate a dovere alcune delle migliori pratiche realizzate, come quella dell’ospedale Sant’Anna di Torino, uno dei progetti pilota che rappresentano un modello in Europa.

Asserisce Catterina Seia, vice-presidente della Fondazione: "Fondazione Medicina a Misura di Donna, con una vera e propria chiamata alle arti, ha varato una inedita piattaforma di confronto, ascolto e partecipazione tra il personale ospedaliero medico e quasi 50 istituzioni culturali del territorio. In sette anni, con 2000 persone coinvolte, il Sant’Anna si è trasformato in un ‘giardino’ attraverso le arti visive, la musica, la poesia e il teatro. E con la cura dei luoghi sono migliorati il clima e i comportamenti agiti da tutti coloro che lo animano, come affermano le analisi di impatto".

Dall'esito del desing thinking del tavolo di partecipazione promosso da Fondazione Exclusiva e dalle suggestioni derivanti dalla presentazione dei progetti, gli alunni dei licei artistici romani coinvolti, seguiti dai creativi della community di Exclusiva e da Cristian Campagnaro, professore di Design sociale al Politecnico di Torino, nascerà un lavoro volto allo sviluppo di concept artistici e creativi, il migliore dei quali si trasformerà nel cantiere operativo che si attiverà dopo l’estate.

Al fine di individuare il luogo di sperimentazione, e visto anche il notevole successo dell'iniziativa, la Fondazione ha avviato un confronto con diverse realtà sul territorio per realizzare un vero e proprio progetto di innovazione sociale.

La Fondazione ritiene che rendere questi luoghi belli, inclusivi e partecipati, anche con azioni creative e di design sociale, significhi far dialogare sociale, sanità e cultura, Così facendo, la cultura abbandona il suo ruolo troppo spesso ancillare e diventa uno strumento strategico di welfare.

Anche per questo la due giorni della FEX è stata tanto partecipata, ponendo le premesse per una serie di innovazioni in uno dei settori cruciali per il futuro del nostro Paese.

 

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