Cinema e Teatro
Intervista
Non abbiate paura di essere voi stessi
I protagonisti del film si raccontano
Visia Zito, Ludovica Serranò | 6 May 2016

Quanto c’è di voi nei tre personaggi di Un bacio? Valentina Romani (Blu): «Io ho vissuto un’adolescenza tranquilla: non ho subito episodi di bullismo, ma mi sono molto identificata in molte reazioni di Blu». 

Rimau Grillo (Lorenzo): «Vengo da un paese piccolo, per cui quando ho cominciato a frequentare la scuola superiore sono stato escluso perché magari non sapevo vestire alla moda. Diciamo che non sono mai entrato nella cerchia dei leader. Con questo film ho imparato, e mi piacerebbe che lo imparassero tutti i ragazzi, a non aver paura di noi stessi, a farci delle domande. Devono però aiutarci anche i genitori, senza soffocarci ma incoraggiandoci». 

Leonardo Pazzagli (Antonio): «Nel personaggio di Antonio c’è molto della mia fase di terrore che ho vissuto durante la scuola media: avevo molta paura di poter essere etichettato nella maniera sbagliata e quindi ero molto introverso».

Come avete reagito quando avete letto la sceneggiatura? Rimau: «Ho conosciuto Lorenzo per gradi. La prima volta al provino, dove avevo solo 7 facciate di copione e le indicazioni sul fatto che è gay dichiarato e che ballava: essendo io un pezzo di legno potete immaginare il dramma. Poi ho conosciuto il Lorenzo del libro (Un bacio, Bompiani), meno delineato, forse più vago. Infine, leggendo la sceneggiatura completa, ho trovato tanti aspetti in più: ho quindi provato a mettere insieme tutti i pezzi e costruire qualcosa di solido».

Leonardo: «Sono rimasto letteralmente folgorato dal mio personaggio: ogni cosa che dice o pensa è giustificata. Sono stato entusiasta sin dall’inizio».

Valentina: «Non ho grande esperienza di sceneggiature, ma quando ho letto questa ho pensato che non avrei cambiato nulla. Ogni parola era una chiave per capire i personaggi e faceva da motore alla storia. E poi il personaggio di Blu mi ha insegnato molto: quando fai qualcosa che ti piace e in più impari qualcosa è il top!»

La musica ha un ruolo importante per tutti e tre i personaggi: cosa significa per voi? Leonardo: «Ascoltare la musica è coltivare il proprio mondo interiore, un proprio piccolo mondo fantastico che ha al centro noi stessi».

Valentina: «La musica dice spesso cose che noi non abbiamo il coraggio di dire, e in questo assomiglia al cinema, che per me è la casa delle emozioni».

Rimau: «Amo definire la musica come un dopante per le emozioni: esalta le nostre percezioni e ascoltandola riusciamo a coltivare una parte di noi che molto spesso teniamo nascosta».

 
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