A tu per tu con Enrico Musso
La mia parola per l'Europa? Merito lavoro
A tu per tu con Enrico Musso
Carlo Casarico Fabio Canessa Eleonora Priori | 10 maggio 2014
Perché si candida?
Ho cercato di fare il sindaco di Genova, avevo l'idea di fare qualcosa di utile per la mia regione e ce l'ho ancora. Ho un obiettivo abbastanza specifico: mi occupo tuttora di trasporti e credo che in tutto questo Genova e la Liguria siano molto arretrati, lontani dall'Europa. Ci sono problemi di infrastrutture e organizzazione che i cittadini vivono quotidianamente. Penso alla normativa sui porti, ai corridoi transeuropei. Se andassi in commissione trasporti lavorerei per questo.

Si candida in una lista non "mainstream", "Scelta Europea". Di che si tratta?
Sapete che mi piacciono le sfide impossibili. Il nostro gruppo è quello dei Liberali Europei, la terza lista a livello europeo, ma che in Italia si candida per la prima volta. Con simpatia possiamo definirla una "lista-accozzaglia", aggrega forze politiche e culturali che si ritrovano nel filone liberale. Ci sono tre partiti italiani: Fare per Fermare il Declino, Centro Democratico e Scelta Civica. E poi ci sono molte associazioni che contribuiranno ad ingrossare questo movimento. Un'Europa più liberale, più concorrenza, merito, meno burocrazia, meno debito, meno tasse: i cittadini hanno un grande bisogno di questa ricetta, anche se non sanno che è quella giusta. Alla Commissione Europea appoggeremo Verhofstadt, che attualmente è presidente dell'Alleanza dei Liberali e Democratici europei.

Euro sì o euro no?
Sicuramente sì. Girano anche le eurobufale di questi tempi, come quella per cui l'Euro causa di tutti i mali italiani. Confrontando i dati dei 18 Paesi in cui circola l'euro, l'Italia ha il secondo più alto debito pubblico, la quarta pressione fiscale, la quinta burocrazia più pesante. Il nostro Paese è messo male, ma non certo per colpa dell'Euro, che è uguale anche per gli altri. Senza euro avremmo speso almeno 700 miliardi di euro in più di interessi sul debito e saremmo falliti da tempo. In questo momento, se volessimo uscirne, la lira si deprezzerebbe, redditi, pensioni e risparmi non varrebbero più nulla, gli interessi sul debito salirebbero, quindi dovremmo pagare più tasse. Forse migliorerebbero le esportazioni, ma in compenso calerebbero le importazioni e l'energia costerebbe di più. Le svalutazioni della lira hanno solo fatto danni. Abbiamo finanziato il più alto debito del mondo coi soldi delle generazioni future.

Da europarlamentare cosa farebbe per i giovani?
L'Italia sfrutta solo una piccola parte dei soldi a disposizione. Tanti programmi finanziati con la fiscalità europea (quindi anche italiana) sono rivolti ai giovani: penso al famoso Erasmus, ma anche a scambi fuori dal contesto universitario e ai programmi che favoriscono le nuove imprese. Il problema dell'UE è che l'unione monetaria non basta. Servono istituzioni rappresentative che promuovano reali politiche di crescita, con un bilancio proprio del quale rispondono. C'è un'eccessiva rigidità, soprattutto finanziaria, mentre alcune regole sono ancora espressione della volontà degli stati membri e non frutto di una visione nuova.

Berlusconi o Merkel?
Salvo la Merkel, perché ha mantenuto la sua economia a livelli competitivi. Berlusconi doveva riportarla a questi livelli. Ha fatto tante promesse di rivoluzione liberale e alla fine non è successo proprio niente.

Junker o Schulz?
Mi spiace, ma elimino Junker. Come ho detto, non basta un'Europa che si orienti solo agli equilibri monetari, ma anche che faccia sforzi per crescere e gestire in maniera efficiente una fiscalità europea.

Keller/Bové o Tsipras?
Tra i verdi e la lista Tsipras salvo i primi. Loro puntano sulla Green Economy, un settore che vede ottime prospettive per il futuro. Gli altri pensano che ci sia un soggetto pubblico che può pagare per tutti, tanto qualcuno se ne farà carico in futuro. La situazione sta dimostrando che i conti, prima o poi, bisogna pagarli: continuare a spendere e indebitarsi per coprire pur meritevoli esigenze è una visione vecchia, arretrata.

Renzi o Bersani?
Salta Bersani. Dal punto di vista personale mi è più simpatico, Renzi fa più il saputello. Però Bersani si è fatto portatore di questa visione spendacciona retrograda di cui ho parlato prima.

Si candiderebbe mai nel PD di Renzi?
Non mi è mai stato chiesto e non l'ho mai considerato. Comunque no.

Berlusconi o Alfano?
Se possibile li eliminerei tutti e due. Dovendo scegliere, Berlusconi: la sua dimensione euroscettica ha solo lo scopo di creare consenso elettorale.

Coppia vip delle europee: Zanicchi o Cecchi Paone?
Butto giù la Zanicchi ma solo per una questione di gusti musicali...

Il suo pronostico per la sua lista, PD, M5S e Forza Italia.
Spero che la mia lista superi il 4% necessario per entrare in Parlamento. Quanto agli altri, vedo un Movimento 5 Stelle in crescita, a parer mio giustamente, perché l'idea che onestà, serietà e competenza (perché non è vero che non sanno di cosa parlano) siano priorità per il Paese è ottima, purtroppo però non bastano. Li vedo sopra il 25%. Il PD monetizzerà il bagno di popolarità di Renzi, però gli 80 euro in busta paga sembrano voto di scambio. Forza Italia in caduta verticale.

Tre cose belle dell'Europa.
Più possibilità per i giovani, più concorrenza, reale connessione tra territori di cui non ci rendiamo conto perché l'Italia si è tagliata fuori da sola.

Tre cose brutte?
Eccessive regole finanziarie, istituzioni non rappresentative (tranne il Parlamento, che però ha scarsi poteri) e il fatto che certe regole siano ancora espressione dei singoli stati membri e non frutto di una nuova visione europea.

Il suo hashtag per l'Europa?
#meritolavoro. Più lavoro può arrivare da una società meritocratica, quindi mobile e verticale. Ora non lo è perché non c'è concorrenza. I giovani più motivati e più bravi meritano di avere un reddito più alto.
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