La teoria della relatività
Einstein, Gödel, Boltzmann e gli altri. Quando le leggi naturali non possono cogliere il tempo
Mattia Bonanno | 10 May 2020

Dimensione oggettiva o relativa? Percezione individuale o dimensione concreta della realtà? Misurabile o non misurabile? Insomma: “Che cos’è il tempo?”. Il Professor Mauro Dorato, docente dell’Università di Roma Tre, ha dedicato la sua vita da studioso a questo tema, e nel suo libro Che cos’è il tempo. Einstein, Gödel e l’esperienza comune (Carocci editore, 2013) si sofferma sulle teorie della relatività: secondo Einstein e Gödel le due teorie riducono il presente a un’illusione, e a parere di Boltzmann e molti altri fisici la differenza tra passato e futuro non può essere colta dalle leggi naturali. Come spiegare allora la nostra esperienza del tempo?

Inizierei con il titolo del suo libro: che cos’è per lei il tempo?

È innanzitutto una passione che da anni continua a tenere alto il mio interesse. Ho fatto la mia tesi di dottorato sul divenire temporale e ho sempre pensato che fosse importante guardare la nostra vita dall’alto, quindi cercare di capire quanto è piccolo lo spazio, anche temporale, che la vita stessa occupa in comparazione all’insieme degli eventi dell’universo.

Rispetto all’età dell’universo, l’uomo esiste da così poco tempo che è difficile non sentirsi una nullità.

Ho una visione storica del ruolo dell’essere umano. Noi facciamo parte di una catena di cause che parte dall’inizio dell’universo e ci attraversa. Quindi siamo una piccola rotella dell’ingranaggio, una rotella necessaria che causa quello che verrà dopo di noi quindi non siamo soltanto delle marionette. L’idea è quella di non considerarci una nullità ma mettere quanto più possibile la propria attenzione sul momento in cui viviamo. È come se non potessimo sprecare nemmeno un attimo del nostro tempo.

Il tempo è relativo e non è uguale per tutti gli osservatori. Come è possibile che sulla Terra il tempo scorra in un modo, mentre più ci avviciniamo ad un buco nero più il tempo scorre lentamente?

In questo momento io mi trovo nella mia stanza e lei nella sua, siamo nello stesso sistema di riferimento, su un unico corpo che è la Terra; se però ci trovassimo in una galassia lontana e questa galassia si muovesse a velocità molto elevate, la divisione tra passato, presente e futuro sarebbe diversa. Il tempo di un osservatore che cade in prossimità di un buco nero, rispetto a qualcuno che ne è lontano, scorre in modo rallentato. Possiamo così dire che la gravità determina il tasso di scorrimento del tempo.

La teoria della relatività ha abolito la concezione oggettiva del tempo?

Ci dice che non c’è un tempo cosmico e globale, ma bisogna anche considerare che c’è un passaggio del tempo dovuto alle relazioni causali per eventi localizzati: quando dico che a è prima di b, lo posso dire perché i due eventi sono collegati da segnali causali.

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