Scienza
Aspartame: additivo cancerogeno o valido sostituto dello zucchero?
Un viaggio nella storia e nella chimica del controverso dolcificante
Leonardo Durante | 10 marzo 2026
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Storicamente l’aspartame è un dolcificante artificiale scoperto nel ’65 e approvato per l’uso alimentare negli anni ’80. È circa 200 volte più dolce dello zucchero e viene utilizzato in una vasta gamma di prodotti, dalle bevande dietetiche alle gomme da masticare. Negli ultimi anni è stato oggetto di dibattito rispetto alla sua sicurezza: alcuni studi suggeriscono potenziali effetti negativi, mentre le principali agenzie lo considerano sicuro entro i limiti di consumo stabiliti.

Ad esempio, una ricerca del 2022 ha osservato che può aumentare i livelli di fenilamina e acido aspartico nel cervello, il che è particolarmente preoccupante per le persone affette da fenilchetonuria, una rara malattia genetica che impedisce la metabolizzazione della fenilalanina. Inoltre, alcune persone possono sperimentare effetti collaterali come mal di testa, vertigini, oppure cambiamenti dell’umore. Alcune evidenze emergenti collegano l’aspartame a neurodegenerazione, ictus e persino demenza.

Nel luglio 2023 l’OMS ha classificato l’aspartame come “possibilmente cancerogeno”, basandosi su evidenze limitate. Tuttavia ha mantenuto invariata la dose giornaliera accettabile di 40 mg/kg peso corporeo. È importante notare che questa classificazione non implica che l’aspartame causi il cancro, ma indica la necessità di ulteriori ricerche per chiarire la questione.

Ma cosa significa per i consumatori? Se assunto entro i limiti raccomandati, l’aspartame è considerato sicuro. Tuttavia è sempre consigliabile moderare l’assunzione di dolcificanti e prestare attenzione a eventuali reazioni individuali. Per chi cerca alternative, esistono altri dolcificanti naturali, come la stevia o il miele, ma anche questi andrebbero consumati con moderazione.

In conclusione, l’aspartame è uno dei dolcificanti più studiati al mondo: sebbene alcune ricerche sollevino preoccupazioni, le evidenze attuali supportano la sua sicurezza. Come sempre, la chiave è l’equilibrio e la consapevolezza nelle scelte alimentari.

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