In che modo un dirigente deve esercitare la leadership, e cosa vuol dire “leadership organizzativa”? La dirigente racconta che la leadership organizzativa riprende i concetti espressi nella normativa di riferimento, ovvero l’articolo 25 del Decreto legislativo 165 del 2001. Questo articolo inquadra il dirigente come il responsabile della gestione di tutte le risorse della scuola, siano queste umane, finanziarie o strumentali; è dunque colui che deve dirigere, coordinare e valorizzare le risorse umane con l’obiettivo finale di conseguire il successo formativo di ciascuno e ciascuna. Da qui l’importanza della leadership organizzativa, che sia però flessibile: tutti i territori si configurano come realtà complesse, ed è indispendabile per i dirigenti avere un approccio collaborativo che metta la scuola nelle condizioni di rispondere in maniera dinamica e tempestiva ai diversi bisogni educativi e formativi dell’utenza.
I momenti in cui c’è stata forte necessita di una leadership organizzativa, continua a raccontare la Preside sono stati molti in questi anni, a partire dal covid. Quello della pandemia è stato un momento in cui i dirigenti hanno dovuto prendere atto di una situazione mai affrontata e hanno dovuto organizzare in tempi brevi un nuovo modo di fare scuola: la didattica a distanza. Ma i momenti per attuare questo tipo di leadership sono stati tanti anche post covid, come nel caso dell’arrivo dei ragazzi provenienti dall’Ucraina dopo lo scoppio della guerra. Come includerli? Come far fronte con le nostre risorse a questa situazione? Altra grande questione è stata quella del PNRR: progetti per arricchire e ampliare l’offerta formativa delle scuole ma che hanno reso indispensabile un grande studio delle necessita specifiche, in modo tale da canalizzare questa opportunità in progetti utili alla comunità.




