Porchetta e porcate
Chiara Falcone | 22 maggio 2014
Donna oggetto, o meglio, donna animale. Non stiamo parlando di divinità antropomorfe di qualche culto sconosciuto, ma di un ben più laico manifesto comparso qualche tempo fa per pubblicizzare una serata in discoteca ad Alba Adriatica. Se andate su Facebook trovate ancora l’evento: “Porchetta e porcone party.” Con tanto di madrina porcona. Indubbia l’interpretazione già dal nome, ma dato che in questi casi la tendenza ad esagerare la fa da padrone, ecco spuntare non una, ma due immagini del tutto offensive, tra l’altro anche poco eleganti graficamente. La prima: una donna stesa a pancia in sotto con la testa da maiale, che ci ricorda certi festini a spese della Regione Lazio; la seconda, una ragazza completamente nuda, messa su un piatto da portata, proprio come una porchetta, con tanto di mela in bocca. Più mercificazione di così.
Immediata l’ingiunzione dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria, che ha giustamente accusato la pubblicità di essere particolarmente offensiva per la dignità delle donne. E se la sexy discoteca abruzzese è al top nella Guida al piacere e al divertimento 2014, tanto da essersi meritata l’Oscar del piacere, con questa pubblicità ha fatto davvero flop.
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