Ambiente
Tre meraviglie in pericolo: felini, panda e delfini da salvare
Tre specie fragili e straordinarie che ci fanno capire quanto sia importante proteggere la fauna selvatica
G.L | 8 gennaio 2026
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Tre animali straordinari, ognuno con una storia diversa: uno in via di estinzione, uno a rischio e un altro ancora rarissimo, per capire quanto sia fragile il mondo della fauna selvatica e quanto sia importante proteggerlo.

Partiamo subito da un bellissimo e rarissimo felino: il Leopardo dell’Amur. È soprannominato il “fantasma delle foreste” per un motivo. Vive tra la Russia orientale e la Cina del Nord, in territori freddi e difficili da raggiungere, ma la situazione è critica: oggi restano meno di 130 esemplari allo stato selvatico. Si può considerare il felino più raro del pianeta.

La cosa assurda è che è un animale bellissimo: ha una pelliccia che d’inverno diventa lunga fino a 7 centimetri per resistere al gelo russo. È perfettamente adattato al suo ambiente, eppure non è stato il clima a metterlo in pericolo. Il bracconaggio e la deforestazione lo hanno portato a una situazione drammatica. Per fortuna c’è un piccolo “ma” speranzoso: vent’anni fa ne restavano solo 30. Questo significa che, anche se è ancora in pericolo critico, gli sforzi di conservazione stanno funzionando, anche se un po’ lentamente.

E parlando proprio di soddisfazioni passiamo al simbolo del WWF: il panda gigante. Qui abbiamo una buona notizia. Per decenni il panda è stato “la figura” dell’estinzione, l’immagine stessa del rischio. Oggi però si può dire con certezza che questo dolce animale non si trovi più nella categoria più grave. Il suo stato è stato ridefinito da “in pericolo” a “vulnerabile”.

Ovviamente questo non vuol dire che possiamo smettere di preoccuparcene. Però è la dimostrazione che quando l’essere umano decide di rimediare ai propri errori, i risultati arrivano. Grazie alla Cina, che ha creato una rete enorme di riserve naturali e ha piantato intere foreste di bambù, la popolazione selvatica è salita a oltre 1.800 esemplari. Non è solo una buona notizia per il panda, ma è un segnale di speranza per tutte le specie minacciate.

E ora passiamo dalle foreste innevate e dai boschi di bambù alle acque torbide del Rio delle Amazzoni, per parlare del “fiabesco” delfino rosa dell’Amazzonia. In realtà questi animali diventano rosa man mano che invecchiano: nascono grigi, e con il tempo il loro colore cambia. Può sembrare strano, ma i maschi hanno un rosa più accentuato rispetto alle femmine.

Questi delfini non sono solo rari nel senso che ce ne sono pochi – sono classificati come in pericolo – ma sono rari anche biologicamente. Sono delfini di fiume e hanno il collo snodabile, cosa che i delfini di mare non hanno, per nuotare tra gli alberi delle foreste allagate. La vera domanda è: perché sono rosa? La teoria più affidabile è che il loro colore sia dovuto al tessuto cicatriziale: azzuffandosi e giocando tra di loro, la pelle si schiarisce fino a diventare di quel colore che li rende unici. Purtroppo però l’inquinamento da mercurio dovuto alle miniere d’oro e la costruzione di dighe stanno danneggiando gravemente il loro habitat. Sono creature magiche, ma altrettanto fragilissime.

Da questi tre animali possiamo dedurre una cosa certa: non hanno bisogno di noi per vivere. Hanno solo bisogno che noi smettiamo di distruggere casa loro.

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