Analfabetismo funzionale, cos'è e perché è da record in Italia
Il livello di analfabetismo in Italia è il più alto in Europa, raggiungendo il 28% della popolazione tra i 16 e i 65 anni. Il 9,4% di questi ha un età compresa tra i 16 e i 24 anni, mentre il 24,2% ha tra i 25 e i 34 anni
Sofia Garofoli | 1 March 2021

Con la quasi scomparsa dell’alfabetismo strutturale in Italia dell’ultimo secolo, è un altro il fenomeno a diffondersi sempre di più: l’analfabetismo funzionale. Al contrario dell’analfabeta strutturale, quello funzionale riesce a leggere e scrivere, ma è incapace di comprendere, elaborare e interpretare un testo letto.

Chi colpisce

Questo fenomeno colpisce soprattuto la fascia più giovane della popolazione, allarmando i docenti di tutta Italia. Basti pensare che secondo dati riportati dallo Human Development Report, il livello di analfabetismo in Italia è il più alto in Europa, raggiungendo il 28% della popolazione tra i 16 e i 65 anni. Il 9,4% di questi ha un età compresa tra i 16 e i 24 anni, mentre il 24,2% ha tra i 25 e i 34 anni. Questi dati non ci dovrebbero sorprendere, considerando il fatto che più di un sesto degli studenti italiani abbandona gli studi prima di conseguire il diploma. La causa di ciò è da attribuire al fatto che la lettura è sempre più trascurata dai giovani. Il 75% delle famiglie di ragazzi analfabeti ha, infatti, dichiarato di possedere meno di 25 libri. 

Il ruolo dei social

I social media giocano anch’essi un ruolo indubbiamente fondamentale come responsabili della carenza dell’uso di un linguaggio corretto da parte dei giovani. Mentre scriviamo messaggi sui nostri dispositivi siamo in costante ricerca di un modo rapido e semplificato di esprimerci. È innegabile che il linguaggio da noi usato sui social media è entrato a far parte della vita di tutti i giorni, limitando fortemente le nostre capacità lessicali e l’uso corretto della grammatica. È proprio questo che ha portato molti esperti a pensare che questo fenomeno sia strettamente legato alla rivoluzione digitale e alla conseguente sovrabbondanza di dati a cui siamo sottoposti. A distanza di qualche decennio, tempo relativamente breve, se si pensa a quello che è il ritmo dello sviluppo umano, ci siamo ritrovati sommersi di ogni tipo di informazione e, secondo alcuni studiosi, è come se questo ci avesse mandato in tilt il cervello.

Si tratta di una vera e propria emergenza: se si considerano tutti i paesi industrializzati siamo secondi solo al Messico per livello di analfabetizzazione. Bisogna consapevolizzarsi al più presto, per riuscire a prendere provvedimenti contro questo attuale e urgente problema e il cambiamento deve partire proprio da noi giovani.

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