Food, il successo dei programmi di cucina
C’è chi li segue per il lato competitivo e chi per imparare nuove ricette
Martina Consonni | 29 April 2021

Negli ultimi anni i programmi di cucina hanno riscontrato un notevole incremento di successo, guadagnandosi un posto tra le trasmissioni più seguite tra le famiglie. Complici di ciò sono le nuove tendenze e visioni di questo settore, quali una sempre maggiore attenzione all’estetica, all’impiattamento e alla creatività delle portate proposte. Inoltre, la passione e la determinazione manifestate da chi si trova dietro ai fornelli, rendono l’ambiente culinario una combinazione perfetta per realizzare programmi accattivanti e piacevoli da guardare per gli spettatori. C’è chi li apprezza per il lato competitivo e gradisce assistere alle sfide affrontate dai concorrenti, o chi predilige le trasmissioni che riguardano prettamente la realizzazione di una ricetta seguendo i passaggi.

Dove e come sono nati i programmi di cucina 

Al giorno d’oggi, assistiamo ad un vasto assortimento di programmi che si occupano di analizzare e approfondire diversi aspetti del mondo culinario, dai professionisti che mostrano al pubblico la loro idea di cucina a semplici appassionati, con il sogno nel cassetto di rendere la ristorazione la propria professione. Attraverso questi talent show, chiunque ha la possibilità di dare un’occhiata più da vicino ai retroscena che si celano nelle cucine di un ristorante e di imparare qualcosa su questo mestiere, tanto affascinante quanto complesso. In Italia, lo sviluppo dei programmi culinari non fu rapida e immediata come in altri Stati, per esempio l’Inghilterra, dove già all’inizio degli anni 90 nasceva la prima edizione di Masterchef. Nello stesso periodo, nel nostro Paese vigeva ancora una sorta di riluttanza nei confronti di una eventuale diffusione di questo genere di trasmissioni. Questa mentalità fu però presto smentita, grazie all’enorme successo ottenuto da Antonella Clerici con il suo programma: “La prova del cuoco”, lanciato per la prima volta nel 2000 e in corso ancora oggi. La sfida dietro ai fornelli tra cuochi di professione e persone comuni attirò l’attenzione di un vasto pubblico, e questo aprì la strada nel panorama della TV a sempre più cooking show, compreso il lancio di Gambero Rosso su Sky, un canale dedicato esclusivamente al mondo della gastronomia. 

I diversi format

Con il passare del tempo, più che la preparazione del piatto in sé, hanno iniziato ad essere esaltati anche l’aspetto della adrenalina e del confronto con la concorrenza. Sono questi i temi al centro di trasmissioni come Masterchef, la cui versione italiana nasce nel 2011, e Bake off, programma più giocoso e amatoriale improntato sulla pasticceria, ma di fatto fondato sullo stesso principio: una competizione in cui il vincitore acquista notorietà e prestigio, oltre a un premio in denaro. Questo cambiamento ha permesso che, anche persone non particolarmente appassionate di cucina, si interessassero a queste trasmissioni, incuriosite dal lato competitivo e più spettacolare, piuttosto che alle ricette. Le figure che presiedono lo show variano a seconda dell’impronta che si decide di dargli. Il mondo dei programmi più sul genere “tutorial culinari” ha alcune figure di riferimento. Ne sono un esempio Benedetta Parodi, con i suoi celebri Cotto e mangiato e I menù di Benedetta, utilissimi per imparare ricette semplici ma gustose da preparare durante una rustica e confortevole cena tra amici, o la food blogger Benedetta Rossi, che a sua volta propone un format casereccio e alla portata di tutti. 

Le celebrità in cucina

Diversi sono invece i volti più celebri dei talent show competitivi, in cui possiamo incontrare personalità più severe e autoritarie, che hanno il compito di giudicare in maniera inflessibile i piatti che vengono portati al loro cospetto. Tra questi troviamo Bruno Barbieri, Antonino Cannavacciuolo e Giorgio Locatelli, i giudici della più recente edizione  di Masterchef, andata in onda all’inizio di quest’anno. Essi hanno il compito di incrementare la pressione e la tensione della gara, mostrando però anche un lato più umano ed empatico, ove il concorrente si trova in difficoltà, dando qualche consiglio che può rivelarsi utile anche per gli spettatori. Ovviamente, le trasmissioni culinarie non possono appassionare tutti, ma ciò che è certo è che abbiano avvicinato al settore molte persone, anche i più piccoli, che sempre più spesso scoprono in tenera età la passione per questo mondo.

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