Sei brutta, non puoi lavorare
È quanto accaduto a Crotone, dove una ragazza è stata discriminata per l'aspetto fisico in un colloquio per lavorare in un negozio di casalinghi
Giulia Pegoraro | 30 April 2021

Nella nostra società dell'immagine, anche trovare lavoro è un'impresa legata ai canoni estetici. È ciò che è accaduto a una commessa apprendista 24enne di Crotone che è stata vittima di body shaming. "Sei troppo grassa per fare la commessa qui", le ha detto il titolare del negozio dove era in prova. "Mi chiedo se per lavorare in un negozio di casalinghi bisogna essere modelle o bisogna avere particolari requisiti fisici se non la voglia di lavorare" si è sfogata lei. 

Ma questa mentalità è ben salda nel nostro modo di pensare e si riallaccia ai canoni di perfezione estetica, che sono esplosi anche grazie ai social network, dove gli adolescenti cercano sempre di apparire perfetti, utilizzando anche filtri di bellezza sui social, avendo così dei canoni estetici determinati dalla moda e da falsi miti da emulare. La perfezione non esiste, ognuno è bello a modo proprio con i suoi pregi e difetti.

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