Attualità
L'addio a David Sassoli, il faro d'Europa
Voleva un'Europa che fosse faro. Per noi il faro d'Europa è stato lui
Benedetta Piatti | 11 gennaio 2022

“L’Europa ci può aiutare a stare meglio al mondo”. Questa frase è stata pronunciata in un discorso del 2015 dall’ex presidente del Parlamento europeo David Sassoli. Sassoli si è spento nella notte dell’11 gennaio 2022, all’età di 65 anni, a causa di una disfunzione del sistema immunitario. Giornalista, conduttore televisivo e infine presidente del Parlamento europeo, dedicò la sua vita alla costruzione di un’Italia e di un’Europa migliore.

Il giornalista

David Sassoli nasce a Firenze nel 1956. Si forma attorno alla tradizione del cattolicesimo democratico, cui maggiori esponenti ricordiamo, per esempio, Sergio Mattarella e Aldo Moro. Ma sarà grazie a papà Mimmo, allora giornalista, che deciderà intraprendere la stessa carriera del padre per farne una vera e propria passione. Grazie ad uno scoop del 1985, riguardante l’incontro tra l’allora ministro socialista Gianni de Michelis e il rifugiato politico Oreste Scalzone, il giovane Sassoli entrerà a far parte della redazione de “Il Giorno”. Per sette anni si occuperà dei principali avvenimenti politici e di cronaca, tra cui la caduta del muro di Berlino avvenuta il 9 novembre 1989. Ma la carta stampata non sarà l’unico mezzo che David utilizzerà per diffondere notizie di avvenimenti che marcarono gli ultimi anni del XX secolo. Nel 1992 entrerà a far parte dell’equipe del TG3, occupandosi di mafia, Tangentopoli e inchieste sulle stragi italiane. Impegno e dedizione lo porteranno, poi, alla nomina di vicedirettore del TG1 e alla fondazione dell’Associazione Articolo 21. Associazione che difende il diritto di stampa e di espressione.

Il politico

Nel 2009, Sassoli decide di intraprendere un ulteriore percorso: quello politico. Alle elezioni in lista con il PD sarà eletto capogruppo del Partito Democratico al Parlamento Europeo e affermerà, in seguito di voler “dedicare il resto della sua vita alla politica”, e così sarà. Nel 2014 verrà nominato vicepresidente del Parlamento europeo, carica che ricoprirà fino al 2019. Durante questi anni, volgerà lo sguardo, in modo particolare, verso la politica euro-mediterranea con l’obiettivo di consolidare il dialogo con i paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, e verso tematiche riguardanti materie di bilancio. Infine, il 3 luglio nel 2019, verrà eletto presidente del Parlamento europeo e durante il suo discorso metterà l’accento sul recupero e il rilancio dello spirito costituente dell’Unione. Durante questo mandato, per esempio, attuò misure di sostegno per i meno fortunati, fornendo pasti alle associazioni e creando un alloggio sicuro per donne vittime di violenza utilizzando alcuni locali del palazzo del Parlamento.  

Uomo appassionato di fiori e di musica classica, David Sassoli dedicò la sua vita alla politica, credendo fortemente nell’Unione Europeo e affermando nel discorso tenuto nel dicembre scorso: “L’Europa ha bisogno di un nuovo progetto di speranza. Penso che questo progetto possa essere costruito intorno a tre assi forti, a un triplice desiderio di Europa che sia unanimemente condiviso da tutti gli europei: quello di un’Europa che innova, di un’Europa che protegge e di un’Europa che sia faro”.

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