Si tratta di un progetto triennale che punta a costruire una rete territoriale per il benessere psicosociale degli adolescenti romani, promuovendo ascolto, partecipazione e protagonismo giovanile attraverso una rete, composta da 24 partner, che lavora per creare una comunità educante stabile, capace di rispondere ai bisogni dei ragazzi in modo continuativo e integrato.
Il progetto agisce nei Municipi V, VI, VII, IX, X e XI di Roma e all’Istituto Penale Minorile di Casal del Marmo, con otto presìdi territoriali dedicati a ospitare sportelli di ascolto, laboratori artistici e radiofonici, attività sportive e interventi nelle scuole per prevenire bullismo e isolamento. L’obiettivo è superare la frammentazione dei servizi educativi e sanitari, rafforzando la collaborazione tra scuole, ASL e terzo settore.
All'interno di questo percorso è previsto un laboratorio radiofonico curato da Mandragola Editrice, un'occasione per permettere a ragazzi e ragazze di riflettere sulle ragioni del disagio giovanile, imparare ad analizzarne le cause e fare esperienza nell'espressione delle proprie emozioni e paure.
La questione fondamentale che ha guidato diversi episodi del podcast dell'ISS Via di Saponara è questa: che cos'è che gli adulti non hanno capito della nostra generazione? Il nodo principale sempre essere la tecnologia: da un lato, alibi per isolarsi e “facilitarsi la vita”; dall’altro, strumento di comunicazione, apprendimento e sollievo dall’ansia sociale. “Gli adulti non hanno capito che la tecnologia è anche uno strumento molto interessante che non ci isola soltanto. Pensano che siamo sempre al telefono ma non capiscono che attraverso questo strumento si può anche produrre contenuti, creare e comunicare”, sostiene una ragazza nel podcast.
Ma la prospettiva delle due generazioni non differisce solo per quanto riguarda l'universo tech: c'è anche “una differenza enorme per quanto riguarda il concetto di benessere psicologico", spiega un'altra ragazza nel podcast, "Per le generazioni passate la salute mentale era considerata un tabù [...]. Per noi invece è un atto di intelligenza emotiva: non significa non saper affrontare la vita, ma ammettere le proprie vulnerabilità".
Tra rischi e potenzialità dei nuovi strumenti, equivoci intergenerazionali e benessere mentale, i ragazzi e le ragazze si confrontano su questi temi nelle varie puntate, dimostrando di essere ben lontani dagli stereotipi normalmente a loro accostati.
Per ascoltare il podcast è sufficiente cliccare su questo link.




