Hollywood tra lockdown e ripresa
L'industria cinematografica ha dovuto gestire la crisi sanitaria e finanziaria, ecco il bilancio a pochi giorni dal ritorno del ciak.
Serena De Conciliis | 11 June 2020

La crisi mondiale determinata dal Covid ha colpito tutti i settori e anche la cinematografia ha subito forti ripercussioni. Con la temporanea chiusura delle sale, luogo di aggregazione per molte persone, sembra che le piattaforme Vod (Video on demand) siano ormai sempre un passo avanti. L’emergenza sanitaria non ha colpito solo i “consumatori finali”, impedendo allo spettatore di andare al cinema, ma soprattutto i lavoratori del settore. Con perdite stimate di circa 12 miliardi di dollari, tra mancati incassi al botteghino e produzioni cancellate, siamo di fronte ad uno dei più grandi dissesti finanziari dell’industria. A pagarne le conseguenze sono i lavoratori: secondo il sindacato statunitense IATSE, in 120.000 hanno perso il lavoro a Hollywood, mentre per la Bectu sono già 50.000 nel Regno Unito.

La forte battuta d’arresto ha imposto la ricerca di soluzioni alternative alle più grandi case di produzione e distribuzione. Grande vantaggio ne hanno tratto le piattaforme streaming, lanciate anche recentemente dalle più grandi aziende; basti pensare che Netflix ha fatto registrare una crescita di ben 16 milioni di abbonati nel primo trimestre del 2020, nonostante l’aumento della concorrenza. Proprio il colosso americano ci aveva già abituati alla fruizione di grandi film, anche d’autore, direttamente in digitale (come “The Irishman” di Scorsese). Questa tendenza è stata portata avanti anche da altre imprese nel periodo di lockdown, soprattutto per quanto riguarda la distribuzione all’estero. Hanno scelto di bypassare la sala diverse produzioni: è il caso, per esempio, di “Trolls World Tour”, film d’animazione sequel di “Trolls” del 2016; “Bombshell”, candidato a tre premi Oscar e con la partecipazione di Margot Robbie, Nicole Kidman e Charlize Theron; l’italiano “Favolacce”, opera seconda dei fratelli D’Innocenzo, premiato all’ultimo festival di Berlino.

Di molte altre pellicole è stata invece posticipata la data di uscita, in attesa del ritorno del pubblico nei cinema. In questo lungo elenco troviamo prodotti molto attesi come “Black Widow”, appartenente al grande universo Marvel, ma anche il remake live action di “Mulan” e il quinto film della saga di Indiana Jones.

Anche le nuove produzioni hanno subito un drastico stop, le riprese annullate o rimandate a data da destinarsi sono molteplici: i sequel di “Mission: Impossible” e “Avatar”, ma anche il nuovo “Matrix”, quarto capitolo di un franchise che ha appassionato milioni di persone in tutto il mondo.

Importante sarà quindi capire le nuove regole e disposizioni da seguire sul set, che variano a seconda del Paese in cui si gira. In California il via libera è per il 12 giugno. Il documento realizzato dall’associazione di categoria degli editori cinematografici afferma che i momenti di contatto ravvicinati devono essere riscritti, abbandonati o risolti attraverso l’uso di CGI, mentre per tutto il personale del backstage è obbligatorio l’uso di maschere e visiere. Obbligatoria è anche la presenza di almeno un medico ad ogni evento e l’uso del plexiglass per le audizioni.

Per quanto riguarda l’Italia, si lavora sull’elaborazione di un protocollo, promosso da diverse società e associazioni che hanno a che fare con audio-visivo, con procedure che saranno in ogni caso subordinate o aggiuntive alle norme emanate dal governo italiano. Il documento diffuso rispetta i dettami che sono stati attuati finora anche per le altre attività lavorative e riprende le regole adottate nel sistema hollywoodiano. Le riprese ripartiranno nei prossimi giorni per molte serie TV e molti film, mentre i programmi di intrattenimento si continueranno a svolgere in assenza di pubblico.

 

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