Cinema e Teatro
Pillole di Festival: The Zone of Interest
I migliori film distribuiti alla 18 edizione della Festa del Cinema di Roma
Tommaso Di Pierro | 21 ottobre 2023

In occasione della 18° edizione della Festa del Cinema di Roma, in programma dal 18 al 28 ottobreZainet proporrà una serie di recensioni sui migliori film in concorso e fuori concorso.

The Zone of Interest

Il cielo è sereno, il clima tenue, il fiume scorre lento e calmo in una natura placida e benevola, e in una villetta di campagna una famiglia, composta da una madre, un padre e cinque figli, conduce con tranquillità la propria esistenza... a ridosso delle mura del campo di concentramento di Auschwitz. Qui, Rudolf Höß, primo comandante del campo, sembra condurre un'esistenza ordinaria e comune a tutte le altre, svolgendo con scrupolosità ed efficienza il suo compito di sterminatore della popolazione ebraica. Un semplice lavoro, per lui, così come per gli altri gerarchi nazisti, come un altro...

L'inferno accanto a casa

È rimasta celebre l’affermazione di Theodor W. Adorno del 1949 secondo cui: "Scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto barbarico". Primo Levi, in risposta ad Adorno, dichiarò che: "dopo Auschwitz non si può più fare poesia se non su Auschwitz". In The Zone of Interest di Jonathan Glazer, adattamento cinematografico del romanzo omonimo del 2014 scritto da Martin Amis, di poesia non ce n'è neanche l'ombra, ma solo una siderale analisi della banalità del male vissuta e compiuta da una famiglia intera. Si rimane spiazzati dall'assurdità della routine con cui Rudolf e sua moglie Hedwig conducono le loro esistenze: dai giochi coi bambini, alle gite al fiume, alla diligenza nella cura del proprio giardino; "Un Eden in terra", come lo definisce la madre di Hedwig, mentre proprio accanto a loro si ergono il muro di mattoni e il filo spinato che le separano dall'inferno che non sanno o non vogliono riconoscere. Ma sotto questa apparente amenità, si avvertono i rumori di spari e di urla agghiaccianti, mentre sullo sfondo, quasi nascosta alla vista, si innalza un'onnipresente colonna di fumo nero e denso, il cui significato, disgraziatamente, lo conosciamo bene tutti.

Un orrore pressoché normale

Un film incentrato sull'abitudinarietà del male nella vita di ogni giorno - e per questo dotato di un ritmo volutamente lento - su quanto esso si annidi nella semplicità e su quanto sia facile compierlo in maniera più o meno consapevole. Coloro che hanno compiuto tali atti di sterminio, infatti, non sono né mostruosi né demoniaci, ma pressoché normali: dei patetici omuncoli in veste di rigidi burocrati, personificazione emblematica del più grande orrore del XX secolo.

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