Cinema e Teatro
“La Teoria del Tutto”: pronti a rivedere le vostre priorità?
Chiara Colasanti | 23 gennaio 2015

Un film che fa riflettere in maniera delicata e coinvolgente.

 

James Marsh è riuscito, basandosi sulla biografia “Verso l'infinito” (“Travelling to Infinity: My Life With Stephen”, scritta da Jane Wilde Hawking, ex-moglie del fisico, pubblicata in Italia da Edizioni Piemme) a riproporre, in chiave realistica, ma al tempo stesso sognante, la vita di uno degli scienziati più conosciuti e più amati del nostro secolo.

123 minuti di pellicola in cui non si riesce a trattenere qualche lacrima: Eddie Redmayne e Felicity Jones riescono a far innamorare, l'uno dell'altra e viceversa, anche gli spettatori seduti sulle comode (o meno) poltrone del cinema.

Un film che scorre via veloce, seminando qui e lì citazioni degne di nota e momenti da far accapponare la pelle.

Se i dottori vi diagnosticassero una malattia invalidante di quel tipo e vi dessero solo due anni di vita, quanti investimenti sul futuro vi arrischiereste a fare?
C'è chi però non ha ceduto e come Stephen (ma soprattutto Jane), ha investito il trecento per cento del suo essere e del suo sapere sul futuro, certo che in un modo o nell'altro ne sarebbe uscito vincitore.

Una pellicola che più che essere un omaggio a Stephen è un omaggio a Jane, alla sua forza e alla sua caparbietà, oltre che un ringraziamento per tutto quello che ha affrontato e sopportato per amore di Stephen e delle sue idee.

Un film da vedere, per cercare di immedesimarsi in qualcun altro con problemi molto più gravi dei nostri, ma con una forza d'animo immensamente più grande di quella di tanti di noi messi insieme.

Non ci dovrebbero essere limiti alla ricerca umana. Siamo tutti diversi. E per quanto la vita possa sembrare cattiva, c’è sempre qualcosa che si può fare e riuscirci. Finché c’è vita, c’è speranza.

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