The Nun: un'ora e mezza di imperdibili jumpscare
La recensione del giovane reporter Gianluca Torre
Gianluca Torre | 11 ottobre 2018

 

Il 20 settembre è uscito nelle nostre sale cinematografiche il film The Nun - La vocazione del male, prequel di tutti i film della saga di The Conjuring, e spin-off di The Conjuring 2 - Il caso Enfield (2016). Il film, ambientato nel 1952, è incentrato sulle vicende di Padre Burke, un prete con un difficile passato, e di sorella Irene, una novizia, inviati dal Vaticano in un’abbazia remota della Romania per indagare sulla misteriosa morte di una suora. Essi chiederanno tutte le informazioni possibili, che però la badessa dell’abbazia cercherà di nascondere. Scopriranno che l’intera zona è stata nel passato teatro di riti di magia nera e sacrifici, fatti per invocare il demone Valak che si manifesta sotto forma di suora per ingannare le abitanti del convento. Aiutati dal ragazzo che consegna i viveri alle suore, Maurice, riusciranno a sconfiggere il demone instaurando finalmente la pace.

Il film è ricco di suspence e di cosiddetti jumpscare, ovvero scene dove appare improvvisamente qualcosa di spaventoso sullo schermo. La trama molto coinvolgente e l’ambientazione spettrale, scelte da Corin Hardy, regista di The Hallow (2015), fanno sì che lo spettatore resti incollato sulla poltrona per tutto il film. Perfetti i luoghi delle riprese: boschi annebbiati, cimiteri, i corridoi e le stanze buie dell’abbazia sono uno scenario perfetto per una trama del genere. Anche la colonna sonora e i costumi del tempo non lasciano affatto desiderare. Gli effetti grafici ci sono, ma non risultano invadenti e contribuiscono a dare al film quel tocco di magia in più.

Bravissimi gli attori, tra i quali vediamo anche Taissa Farmiga vista precedentemente in American Horror Story.

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