Libri
Sergio Mattarella e i giovani
Antifascismo, attualità, moderazione: dialoghi da Presidente
Maria Bartuli, 18 anni e Matteo Bellacci, 17 anni | 9 gennaio 2020

“A cavallo tra gli anni ‘20 e ‘30, nel liceo d’Azeglio di Torino, c’era un professore leggendario, che era stato amico di Gobbetti e Gramsci, si chiamava Augusto Monti e il suo sforzo quotidiano era di educare alla libertà i ragazzi delle sue classi dove si alternarono tra gli altri Cesare Pavese, Leone Ginzburg e Massimo Mila”, inizia così il libro di Stefano Catone Mattarella, i giovani e la Costituzione (People editore), in libreria dal 7 novembre scorso. E prosegue: “Quella sfida insospettì i fascisti i quali un giorno lo arrestarono chiedendogli cosa insegnasse, visto che tanti dei suoi allievi militavano contro il regime. “Insegno il rispetto delle idee”, rispose. “Quali idee?” insistettero. “Le loro idee” spiegò. Naturalmente non capirono e dunque lo incarcerarono; un esito inevitabile dato che la pedagogia tesa ad emancipare l’uomo era estranea al cupo conformismo imposto dalla dittatura mussoliniana. Questa storia mi venne in mente quando sentii parlare Sergio Mattarella con degli studenti.” Abbiamo chiesto all’autore perché paragoni Mattarella ad Augusto Monti…

«Ad aver scritto ciò è stato Marzio Breda, quirinalista, che si è occupato della prefazione e che lavora per il Corriere della Sera. Lui paragona Mattarella ad Augusto Monti perché vede in entrambi la “ragione mite”, così la chiama, ovvero la capacità di poter sostenere le proprie idee in maniera ferma, dialogare ed esporre le proprie opinioni pacificamente e liberamente».

 

Com’è strutturato il suo libro?

Dopo la prefazione, si passa ad un ritratto biografico di Mattarella, ripercorrendo la sua storia personale e sopratutto istituzionale. Poi, a seguito della selezione di alcuni concetti attorno ai quali ruotano i principali discorsi di Sergio Mattarella, abbiamo ricostruito i messaggi che il Presidente cerca di dare. In particolare, si è vista la sua predisposizione nel dialogo con i giovani ed è per questo che abbiamo voluto chiamare il libro Mattarella, i giovani e la Costituzione.

 

Quali sono le caratteristiche che colpiscono secondo lei del Presidente Mattarella?

Credo che l’attuale Presidente sia molto apprezzato perché non esprime la necessità di apparire e trovare spazi sulla scena politica. Le sue dichiarazione sono sempre molto precise e puntuali e, sopratutto, parla dell’attualità facendo ricorso alla storia. Non entra con la gamba tesa nel dibattito, ed utilizza sempre toni adeguati alle situazioni.

 

Possiamo dire che Mattarella rispetto ai precedenti Presidenti della Repubblica sia più vicino ai giovani?

Non posso affermarlo in maniera assolutistica, ma sicuramente lo vedo molto vicino alla nuova generazione. Nel libro, in numerosi passaggi si richiamano i suoi interventi fatti con i giovani. Si è anche occupato a livello istituzionale della scuola, in quanto è stato ministro dell’Istruzione e una delle più importanti riforme riporta la sua firma. Tutt’ora cerca di fare delle “lezioni di democrazia” rivolte ai giovani.

 

Quale aspetto di Mattarella voleva mettere in risalto?

Il suo profondo antifascismo. Nella prefazione viene citato un episodio della Resistenza in cui si parla di una persona considerata dalla nostra storia una figura minore, Ugo Forno, che Mattarella cita nei suoi incontri con i ragazzi. In generale, nei suoi interventi ci sono sempre fortissimi riferimenti alla Resistenza e alla Costituzione. 

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