Mondo
Erdogan-Draghi, le ragioni geopolitiche dietro le dichiarazioni del Premier
Le accuse del Presidente del Consiglio italiano vanno inquadrate in un complicato quadro geopolitico
Giuseppe Femia | 19 April 2021

Scricchiolano i rapporti tra Italia e Turchia: dopo che il Presidente del Consiglio italiano Draghi ha dato del "dittatore" al turco Erdogan, è arrivata la risposta di quest'ultimo che lo invita a chiedergli scusa. Ma quali sono i rapporti tra i due Paesi?

La questione libica

Negli ultimi anni la Turchia e il suo primo ministro Erdogan stanno mettendo in atto un’egemonia turca su molti territori che da sempre erano stati strettamente legati all’economia italiana. Il caso della Libia è ben più che significativo. Nel paese nordafricano la passività cinetica dei nostri ultimi governi ha condotto a una perdita quasi totale dei giacimenti petroliferi posseduti dall’Eni nella Cirenaica e nella Tripolitania. In seguito alla ben preparata Primavera araba in Libia, il paese si presenta tutt’ora come uno scacchiere geopolitico molto complesso nel quale molte potenze si contendono il controllo economico. Tra queste spicca la Turchia che mira a un controllo sempre più totale del Mediterraneo, dallo stretto di Istanbul al Canale di Sicilia. Tutto questo avviene nella totale indifferenza da parte del nostro Paese che aspetta un negoziato per una futura ripartizione del paese magrebino.

E quella balcanica

Non è secondaria neanche la presenza turca nelle aree balcaniche, più nello specifico in Albania, dove per anni il principle riferimento economico è stata l’Italia. Tuttavia, la Turchia sta cercando di far affermare il proprio modello che trova riscontro positivo tra i numerosi musulmani in Albania, Bosnia e Kosovo. Ora Erdogan punta a rendersi alleate questi paesi in modo da espandere l’area d’influenza turca fino al Mar Adriatico.

Sofagate

Un altro episodio da tenere in considerazione è quanto accaduto pochi giorni fa a Ursula Von Der Layen, Presidente della Commissione Europea. La politica tedesca, in visita a Erdogan, non ha avuto una poltrona su cui sedersi ed è stata costretta a rimanere in piedi per gran parte dell’incontro. Il nostro premier ha dunque deciso di cogliere la palla al balzo e ha messo in evidenza l’aspetto totalitaristico e antidemocratico del premier turco. Molti analisti affermano con certezza che tali dichiarazioni sono destinate soprattutto agli USA. Se Biden dovesse giungere ad accordi con Erdogan, l’Europa sarebbe sempre più scoperta di fronte alla crescente potenza turca.

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