Incontri limited edition
La leonessa del Salento
Sei imminenti tappe live, la partecipazione all’Eurovision Song Contest, l’album “Schiena” che valica i confini nazionali, il progetto per un nuovo disco: Emma verso l’infinito e oltre! L’abbiamo incontrata per un’intervista con pochi intimi
Chiara Falcone | 27 May 2014
ome ci si sente a rappresentare l’Italia a Copenaghen, all’Eurovision Song Contest? Non so come sia rappresentare l’Italia all’estero perché è la prima volta che mi capita la possibilità di poterlo fare: mi sto preparando, ma sono molto serena! Il brano l’ho scritto io, quindi problemi con il pezzo non ce ne sono e so quello che voglio dire e dove voglio arrivare. Per il resto mi tengo in forma, cerco di arrivare quanto più riposata possibile visto che, oltre a Copenaghen, c’è anche un tour che stiamo montando e provando fino a notte inoltrata. Il look sarà ovviamente molto curato, pieno di simbologie: voglio mettermi addosso quello che penso e raccontare quello che per me è la musica in generale e il mio modo di vivere, ovunque io mi trovi.
Perché hai scelto La mia città? Credo che portare un pezzo così “estero” sia una mossa giusta da una parte; dall’altra potrei anche tirarmi la zappa sui piedi, perché non puntando sull’estensione vocale vado a giocarmi tutto sul carattere. Ma sono nata così, vivo molto d’istinto e non mi piace far trasparire dalle canzoni solo quello che riesco a fare con la voce! Se deve vincere l’Italia, deve vincere perché c’è personalità: gli italiani sono cazzuti! Usciamo dall’idea che nel nostro Paese c’è solo il neomelodico: c’è chi cerca di fare qualcosa di più della semplice melodia a cui siamo abituati da secoli…
Il tuo rapporto con i fan è molto stretto e abbondantemente nutrito giorno dopo giorno: un vero e proprio impegno! Mi diverto io e si divertono le persone che mi seguono: è sgradevole ricordarsi dei fan quando esce un disco nuovo o c’è un tour da promuovere! Io comunico con loro ogni giorno, su qualsiasi argomento, anche magari per promuovere un’iniziativa importante dal punto di vista sociale. A volte poi rispondo anche in maniera non politically correct alle persone perché sono fatta così: se mi va di rispondere a qualcuno, rispondo, in maniera onesta.
Quindi sei sempre tu a gestire le tue pagine social? Sì, non esiste lo staff. Qualsiasi cosa sia, la dico io, mi prendo la responsabilità, perché le persone seguono me e ci metto la faccia, che sia una questione di lavoro, o una battuta. E questo ti porta ad avere un rapporto diretto anche durante il tour: si crea una storia tutta nostra, che va oltre la semplice musica. C’è la persona che viene al concerto per parlarne male, c’è chi viene perché è curioso e poi ci sono i fan veri. Perché esistono, i fan veri!
Come ti senti all’idea di calcare questi palchi così speciali per il Limited Edition tour? Penso che queste location siano arrivate al momento giusto: se fossero arrivate due anni fa non sarei stata pronta e non avrei sicuramente fatto quello che sto facendo adesso per l’Arena, ad esempio. Non mi aspetto niente, se non di essere serena e portare a termine queste sei date per me fondamentali. Sono curiosa di vedere la faccia della gente, perché nessuno riconoscerà quello che farò sul palco. Sto facendo dei test e neanche in Universal sono riusciti ad azzeccare un brano. Voglio che succeda proprio questo!
Cosa rappresenta per te questo tour? I fan mi hanno visto pochissimo tempo fa: ho chiuso a dicembre un tour di quindici date che è andato benissimo. Il Limited Edition sarà una cosa diversa: non vorrei peccare di presunzione, ma darò un po’di schiaffi morali con la dolcezza della musica. Chi mi segue sa già che deve aspettarsi l’inaspettato e voglio sbizzarrirmi sull’aspetto tecnico. Se non smettete di avere pregiudizi (sui talent, e sul resto) neanche dopo quello che porterò sul palco… è un problema mio e non vostro.
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