Live report: Afterhours a Rock in Roma
Adrenalina da fuori classe
Live report: Afterhours a Rock in Roma
Giulia De Carlo | 29 July 2014
28 luglio, il Rock in Roma si prepara a farsi avvolgere dall'oscurità degli Afterhours e del loro "Hai paura del buio?" tour, una lunga serie di date in onore dell'omonimo capolavoro del 1997, celebrato quest'anno con la pubblicazione di una versione rimasterizzata e dello splendido "Hai paura del buio? - Reloaded", in cui ogni brano della tracklist originale è stato reinterpretato da artisti vicini al gruppo per amicizia ed affinità musicale.
L'aria che si respira è quella di un grande evento, i fan sono sotto al palco dalle 18:30, orario di apertura dei cancelli, i Luminal, batteria, basso e tanta rabbia, scaldano l'atmosfera per poi lasciare il palco dopo un set di tre quarti d'ora.
Alle 21:50 circa entrano in scena gli Afterhours, giacca e camicia sgargiante per ogni componente, domanda di rito da parte di Giorgio Prette - "Hai paura del buio?" - e si parte subito in quarta con "1.9.9.6".
Il concerto prosegue tiratissimo, non un attimo di pausa, poche parole e solo di ringraziamento: il pubblico non ha certo bisogno di sentire presentazioni.
Il disco viene riproposto integralmente e sorprende il modo in cui su ogni pezzo si riesca a guadagnare qualcosa, le prime tracce risultano ancora più potenti, l'energia monta brano per brano fino ad esplodere in una prolungata scarica d'adrenalina su "Dea", un Dell'Era tarantolato a dare spettacolo in prima fila ed il pubblico si scatena in un pogo selvaggio.
Con "Senza finestra" il palco inizia a svuotarsi per poi lasciare Agnelli solo con la chitarra ed il pubblico, "Simbiosi" ne esce più suggestiva ed avvolgente.
"Voglio una pelle splendida" vede rientrare tutti i componenti della band per uno dei loro pezzi storici, qualche problema tecnico distrae Agnelli dal canto ma il pubblico è pronto a rimediare con voce e battiti di mani.
L'emozionante parentesi intimistica si chiude, spalle al pubblico e maschere di Pluto sul volto, con "Terrorswing" si avvia la seconda parte del concerto.
Dopo "Lasciami leccare l'adrenalina" e "Punto G", la band accoglie sul palco Nic Cester, ex cantante dei Jet e protagonista dell'ultimo singolo da "Hai paura del buio? - Reloaded", grazie alla sua partecipazione "Veleno" risulta devastante.
Agnelli si siede al piano, è il turno dell'elegante "Come vorrei", ad accompagnarlo il violino di D'Erasmo e il basso di Dell'Era suonato con l'archetto.
Su "Musicista contabile" è Xabier Iriondo a dominare la scena con il suo assolo delirante.
"Sui giovani d'oggi ci scatarro su", scatena il delirio sopra e sotto al palco, il pubblico canta a squarciagola.
E' l'ultimo attacco violento del disco prima della dolce chiusura con "Mi trovo nuovo".

La band esce per la prima pausa e rientra con indosso la maglietta del tour, l'atmosfera è decisamente più distesa, Agnelli scherza con un pubblico "formidabile" che lo sta mandando "fuori" perché "decentrato", tutto spostato verso la sua sinistra e con Dell'Era e D'Erasmo cerca di dare consigli di posizionamento.
Dopo qualche battuta si parte con il primo bis, "Spreca una vita" aggredisce il pubblico dando inizio ad un viaggio di quattro pezzi attraverso "Padania", ultimo album del gruppo. Il pubblico si scatena per poi abbandonarsi ad un coro catartico nel ritornello della titletrack.

Un'altra pausa, cambio d'abito in scena e le magliette appena utilizzate vengono lanciate ai fan.
In questo secondo bis si spazia da "Germi" del 1995, presente con la sempre richiestissima "Strategie", fino a "Ballate per piccole iene" del 2005.
Dopo una partecipatissima "Non è per sempre", la coda di "Quello che non c'è", adeguatamente velocizzata e potenziata, ci conduce verso l'ultimo saluto.
Dopo quasi due ore e mezza di concerto,"Bye bye Bombay" viene sospinta dal pubblico verso un finale trionfale.

Con un concerto senza un solo calo di tensione, degno e sentito tributo al loro miglior disco, gli Afterhours si confermano come i fuori classe della scena rock italiana, tanto impeccabili nella riproposizione del loro capolavoro quanto coinvolgenti ed adrenalinici sui pezzi più recenti. Ciò che si percepisce e commuove su disco viene amplificato in concerto da una capacità di stare sul palco che in Italia non ha pari, ieri come oggi la musica degli Afterhours si dimostra capace di affrontare qualsiasi sentimento con grande coraggio ed onestà di indagine, di rapire il pubblico e gettarlo nelle zone più oscure dell'anima, ma senza poi dimenticare di risollevarlo in una collettiva rivalsa su se stessi che vale qualsiasi sacrificio iniziale.
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