Il 26 settembre uscirà il nuovo album de Le Strisce: “Hanno Paura Di Guardarci Dentro”, il loro primo cd da indipendenti
Non definitele “Comete”
Il 26 settembre uscirà il nuovo album de Le Strisce: “Hanno Paura Di Guardarci Dentro”, il loro primo cd da indipendenti
Chiara Colasanti | 31 July 2014
Come è stato lavorare al vostro nuovo album in autonomia e quali sono le parole chiavi di questo nuovo periodo?
Sicuramente è stato fantastico riuscire a creare in libertà, che è un po' la parola che caratterizza quello che mi piace definire come un disco di liberazione. Abbiamo avuto tantissima libertà di creare e di scegliere rispetto al passato, quando c'era una major a lavorare con noi quindi c'erano davvero tanti paletti e tante discussioni, sia su cose frivole che importanti (“le chitarre devono suonare piccole sennò in Italia non ti passano” o “la batteria deve suonare perfetta e di plastica”). Abbiamo cercato di riportare il suonato vero nelle canzoni, piuttosto che far suonare tutto perfettino e pulitissimo, ma poco reale, come se non ci fosse il musicista dietro; anzi: abbiamo messo il musicista in primo piano con tutta la verve che può avere un musicista che sta suonando dal vivo!
A parte la sensazione di piacere di fare le cose, è stato più faticoso farlo da indipendenti, senza dubbio: devi stare attento a parecchi dettagli a cui prima non badavi, ma siamo riusciti a creare una squadra di più persone e stiamo facendo cose con più serenità e probabilmente con più soldi, rispetto ad una major! Aver trovato di questi tempi delle persone che credano in noi e investano soldi, tempo e passione è una vera e propria benedizione che ci rende molto felici.

Come è nata l'idea del video di Comete e come è stata sviluppata?
Comete doveva essere semplicemente un campanellino d'allarme: non ha la pretesa di essere un singolo, ed eravamo anche indecisi se inserirla nel disco o meno! Volevamo avvisare chi ci conosce e gli addetti ai lavori che stiamo tornando a settembre con il disco nuovo, con un assaggio che si distanzia da quello che sarà l'album: non abbiamo mai potuto fare in passato una canzone che suonasse così cruda, urlata, con le chitarre così spinte... ed è stato divertente poterci prendere un'altra libertà che non ci siamo potuti prendere in passato.

Cambiando argomento, dietro “Logico” c'è anche la tua firma: ci vuoi parlare di come si è sviluppata la tua collaborazione con Cesare Cremonini?
Abbiamo lavorato insieme a diverse canzoni, se non mi sbaglio ne sono entrate sette nel disco, tra cui Logico, che è stata la prima canzone che abbiamo scritto insieme: “buona la prima” insomma, visto che ho letto che è stata anche la canzone più trasmessa dalle radio negli ultimi sei mesi ed è davvero una grande soddisfazione!
Con Cesare c'è una grandissima stima reciproca, siamo un po' come fratelli ed è davvero difficile trovare al giorno d'oggi, nella musica, due persone che si diano una mano e abbiano il piacere di lavorare insieme! È nato tutto in maniera molto spontanea, senza preventivare nulla né accordarci in alcun modo: abbiamo cominciato a lavorare e ci siamo resi conto che siamo una macchina da guerra, perché insieme riusciamo a produrre tanto, in velocità e a scrivere cose di qualità! Ci aiutiamo a vicenda per andare “oltre”: uno stimolo reciproco per riuscire a fare cose diverse da quelle che riusciremmo a fare da soli.
Commenti